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	<title>AllZoon &#187; veleno</title>
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	<description>Grandezza e progresso morale di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali. Mahatma Gandhi</description>
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		<title>Le api africanizzate: killer bees</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Dec 2010 18:15:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rola1961</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Animalia]]></category>
		<category><![CDATA[Insetti]]></category>
		<category><![CDATA[veleno]]></category>
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		<description><![CDATA[Le api africanizzate, conosciute anche come api assassine, sono degli ibridi delle api africane con varie api europee. Discendono da 26 api regine della Tanzania rilasciate accidentalmente nel 1957 nel Sud del Brasile dagli alveari gestiti dal biologo Warwick E. Kerr, che aveva incrociato api europee e api dal Sud Africa. Infatti&#8230; tutto ebbe origine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le api africanizzate, conosciute anche come api assassine, sono degli ibridi delle api africane con varie api europee. Discendono da 26 api regine della Tanzania rilasciate accidentalmente nel 1957 nel Sud del Brasile dagli alveari gestiti dal biologo <a href="http://www.worldlingo.com/ma/enwiki/it/Warwick_Estevam_Kerr" target="_blank">Warwick E. Kerr</a>, che aveva incrociato api europee e api dal Sud Africa.</p>
<p><a href="http://www.allzoon.com/2010/12/le-api-africanizzate-killer-bees/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Infatti&#8230;</p>
<p><span id="more-1006"></span></p>
<p>tutto ebbe origine da un tentativo fatto nel 1956 quando il governo brasiliano autorizzò l&#8217;importazione di api regine della specie <em><span style="text-decoration: underline;">Apis mellifera scutellata</span></em>, originarie delle zone a savana del sud-est dell&#8217;Africa. Lo scopo era di ottenere, attraverso l&#8217;incrocio, ibridi  che accomunassero le qualità positive delle razze europee a quelle della razza africana. La fuga accidentale di 26 sciami di api africane determinò invece la nascita nella selva brasiliana di una popolazione di api selvatiche ibride dove prevalevano le caratteristiche negative delle due popolazioni.</p>
<p>L&#8217;ape africanizzata possiede un veleno con caratteristiche tossicologiche identiche a quelle delle api europee e ne immette la stessa quantità. Ciò che fa la differenza è il numero di punture che una famiglia è in grado di provocare. il numero delle guardiane nelle africanizzate è infatti cinque volte maggiore che nelle api europee e in caso di attacco circa la metà della popolazione dell&#8217;alveare si riversa all&#8217;esterno contro il potenziale. Studi compiuti da ricercatori statunitensi hanno dimostrato una risposta all&#8217;emissione del feromone di allarme da parte di queste famiglie di soli 0,3 secondi dal rilascio, contro la media di 9 secondi registrata per le api europee. Inoltre le africanizzate, una volta disturbate, continuano a inseguire l&#8217;aggressore fino a un chilometro di distanza e rimangono in stato di allerta per un lungo periodo (anche alcuni giorni), aggredendo chiunque si avvicina all&#8217;alveare.</p>
<p>Questi ibridi si sono meritati il soprannome di <em><span style="text-decoration: underline;">killer bees</span></em> per la loro aggressività verso gli alveari di api europee che venivano aggrediti e soppressi con estrema facilità. Anche gli animali domestici e gli uomini hanno dovuto pagare un alto prezzo per questa mal riuscita operazione di miglioramento genetico. Perfettamente adattate al clima caldo del Brasile, le api africanizzate, in poco più di 40 anni, si sono infatti diffuse in tutto il sud e centro America espandendosi  nel sud degli Stati Uniti.</p>
<p>A titolo di cronaca, in Messico, dal settembre 1986 al settembre 1991 sono stati segnalati almeno 1.000 attacchi a persone che hanno causato 58 decessi. In totale, nel solo Sud America, le vittime stimate dovrebbero aggirarsi su alcune centinaia.</p>
<p>Per ulteriori informazioni sull&#8217;argomento  , leggere l&#8217;articolo completo su <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Africanized%20bee" target="_blank">Wikipedia.org</a></p>
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		<item>
		<title>La  síndrome di Irukandji</title>
		<link>http://www.allzoon.com/2010/11/la-sindrome-di-irukandji/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Nov 2010 18:39:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rola1961</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animalia]]></category>
		<category><![CDATA[Biologia]]></category>
		<category><![CDATA[tossine animali]]></category>
		<category><![CDATA[veleno]]></category>

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		<description><![CDATA[La sindrome Irukandji rappresenta la conseguenza della puntura di una medusa, la Carukia barnesi Il nome Irukandji prende origine dal nome di una tribù australiana e indica il luogo, nel Nord del Queensland, dove è facile trovare tali meduse. La sindrome Irukandji è la conseguenza della puntura di una medusa, la Carukia barnesi Il nome [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La sindrome Irukandji rappresenta la conseguenza della puntura di una medusa, la Carukia barnesi</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il nome Irukandji prende origine dal nome di una tribù australiana e indica il luogo, nel Nord del Queensland, dove è facile trovare tali meduse.</div>
<div>La sindrome Irukandji è la conseguenza della puntura di una medusa, la <em><a title="Carukia barnesi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carukia_barnesi" target="_blank">Carukia barnesi </a></em></div>
<div><em></p>
<div id="attachment_975" class="wp-caption aligncenter" style="width: 275px"><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/11/images.jpg"><img class="size-full wp-image-975" title="Carukia barnesi " src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/11/images.jpg" alt="Carukia barnesi 20 mm. di diametro 25 mm  l’altezza  dell’ombrello" width="265" height="190" /></a><p class="wp-caption-text">Carukia barnesi 20 mm. di diametro 25 mm  l’altezza  dell’ombrello</p></div>
<p></em><em> </em><em> </em><em> </em></div>
<div>Il nome Irukandji prende origine dal nome di una tribù australiana e indica il luogo, nel Nord del <a title="Queensland" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Queensland" target="_blank">Queensland</a>, dove è facile trovare tali meduse.</div>
<div><span id="more-974"></span></p>
<div>La sintomatologia della sindrome do Irukandji  è caratterizzata da:</div>
<div>
<ul>
<li>Dolori lancinanti.</li>
<li>Nausea , vomito e convulsioni.</li>
<li>Elevata ipertensione arteriosa.</li>
<li>Liberazione di noradrenalina e senso di panico.</li>
</ul>
</div>
</div>
<div>l veleno neurotossico, cardiotossico e necrotizzante viene rapidamente assorbito passando nel torrente circolatorio.</div>
<div><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/11/sindrome.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-976" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/11/sindrome-300x190.png" alt="" width="300" height="190" /></a></p>
<div>La morte può sopraggiungere in pochi minuti, dal manifestarsi dei sintomi, per paralisi respiratoria e blocco cardiaco.</div>
<div style="text-align: center;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 18px; font-size: 14px; color: #333333;"><strong><em>Non esiste alcun antidoto noto per il veleno, ma come è accaduto nel 2007, il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Idrogenofosfato_di_magnesio" target="_blank">fosfato di magnesio</a> viene usato per trattare la sindrome di Irukandji.</em></strong></span></div>
<div><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 18px; font-size: 14px; color: #333333;"><strong>Per saperne di più</strong></span></div>
<div><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 18px; font-size: 14px; color: #333333;"><strong><a href="http://hubpages.com/hub/Irukandji">http://hubpages.com/hub/Irukandji</a></strong></span></div>
<div><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 18px; font-size: 14px; color: #333333;"><strong><a title="Celenterati" href="http://www.slideshare.net/epinefrina/celenterati" target="_blank">Celenterati</a></strong></span></div>
<div><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 18px; font-size: 14px; color: #333333;"><strong><br />
</strong></span></div>
</div>
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		<title>Il veleno delle vipere: la ghiandola del veleno</title>
		<link>http://www.allzoon.com/2010/02/il-veleno-delle-vipere-la-ghiandola-del-veleno/</link>
		<comments>http://www.allzoon.com/2010/02/il-veleno-delle-vipere-la-ghiandola-del-veleno/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 18:20:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rola1961</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animalia]]></category>
		<category><![CDATA[rettili]]></category>
		<category><![CDATA[tossine animali]]></category>
		<category><![CDATA[veleno]]></category>
		<category><![CDATA[Zoologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Introduzione La secrezione ghiandolare è svolta da tessuto epiteliale e consiste nell’elaborazione e liberazione da parte di cellule specializzate di un liquido, contenente una o più sostanze di natura diversa (mucina, ormoni o enzimi). Gli elementi epiteliali specializzati nella funzione secretoria costituiscono organi denominati ghiandole. Le ghiandole possono essere classificate secondo diversi criteri: In base al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/frontale1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-674" title="frontale1" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/frontale1.jpg" alt="frontale1" width="330" height="357" /></a></p>
<p><strong>Introduzione</strong></p>
<p>La <strong>secrezione </strong>ghiandolare è svolta da tessuto epiteliale e consiste nell’elaborazione e liberazione da parte di cellule specializzate di un liquido, contenente una o più sostanze di natura diversa (mucina, ormoni o enzimi).</p>
<p><span id="more-672"></span></p>
<p>Gli elementi epiteliali specializzati nella funzione secretoria costituiscono organi denominati <strong>ghiandole</strong>.</p>
<div id="attachment_679" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/epitelio-ghiandolar-e.jpg"><img class="size-medium wp-image-679" title="epitelio ghiandolar e" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/epitelio-ghiandolar-e-300x228.jpg" alt="Epitelio ghiandolare" width="300" height="228" /></a><p class="wp-caption-text">Epitelio ghiandolare</p></div>
<p>Le ghiandole possono essere classificate secondo diversi criteri:</p>
<ol>
<li>In base al <strong>destino del secreto</strong> abbiamo le <em>ghiandole esocrine</em> (riversano il loro secreto a livello di una superficie epiteliale libera, interna o esterna, dell’organismo),<em>ghiandole endocrine </em>(immettono il loro secreto nei vasi sanguigni),  <em>ghiandole a secrezione mista </em>(coesistono elementi esocrini ed elementi endocrini; un esempio è rappresentato dal pancreas) .</li>
<li>In base alla modalità con cui le cellule costituenti <strong>emettono il secreto</strong> esistono  abbiamo <em>ghiandole</em> <em>merocrine</em> (il secreto è liberato attraverso la membrana plasmatica e la cellula resta integra; esempio, ghiandola sudoripara), <em>ghiandole apocrine</em> (la secrezione è accompagnata da perdita della porzione apicale del citoplasma ), <em>ghiandole olocrine</em> (la secrezione comporta la distruzione delle cellule secernenti; esempio, ghiandola sebacea)</li>
<li>In base al <strong>numero di cellule</strong>, abbiamo <em>ghiandole unicellulari </em>e <em>ghiandole pluricellulari</em>, queste utlime sono suddivise in base all’organizzazione e alla geometria della componente epiteliale (<em>tubulari, alveolari,tubulo-alveolari …)</em></li>
</ol>
<div id="attachment_675" class="wp-caption alignnone" style="width: 203px"><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/secrezione_merocrina.jpg"><img class="size-full wp-image-675 " title="secrezione_merocrina" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/secrezione_merocrina.jpg" alt="Secrezione merocrina" width="193" height="175" /></a><p class="wp-caption-text">Secrezione merocrina</p></div>
<div id="attachment_676" class="wp-caption aligncenter" style="width: 207px"><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/secrezione_apocrina.jpg"><img class="size-full wp-image-676 " title="secrezione_apocrina" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/secrezione_apocrina.jpg" alt="Secrezione apocrina" width="197" height="197" /></a> <p class="wp-caption-text">Secrezione apocrina</p></div>
<div id="attachment_677" class="wp-caption alignright" style="width: 207px"><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/secrezione_olocrina.jpg"><img class="size-full wp-image-677 " title="secrezione_olocrina" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/secrezione_olocrina.jpg" alt="Secrezione olocrina" width="197" height="192" /></a><p class="wp-caption-text">Secrezione olocrina</p></div>
<p>In questo articolo saranno prese in considerazione le ghiandole esocrine.</p>
<p>Le ghiandole esocrine riversano il loro secreto direttamente o su una superficie corporea esterna o nel lume di cavità corporee. Possono essere unicellulari e pluricellulari. Tra le ghiandole unicellulari ricordiamo la <em>cellula mucipara caliciforme</em>, intercalata tra le cellule epiteliali di molte mucose (epitelio intestinale, epitelio delle vie respiratorie). Questa cellula secerne <em>mucina</em>, proteina-polisaccaride che con l’acqua forma il <strong>muco</strong>, sostanza ad azione lubrificante e protettiva.</p>
<p>Nelle  ghiandole esocrine pluricellulari la forma più semplice è <em>la superficie epiteliale secernente</em>, ovvero un epitelio completamente formato  da cellule secernenti, ne è un esempio l’epitelio di rivestimento della mucosa gastrica. Una forma particolare  di superficie secernente è rappresentata dalle <em>ghiandole intraepiteliali</em>, piccoli ammassi di cellule secernenti incluse nello spessore dell’epitelio di rivestimento. Queste cellule delimitano un piccolo lume che si apre all’esterno (ad esempio si riscontrano nelle epitelio cilindrico pluriseriato della mucosa nasale). Tutte le altre ghiandole esocrine pluricellulari originano come invaginazioni dell’epitelio che si insinuano nel sottostante tessuto connettivo. Le cellule secernenti si trovano nella parte terminale della ghiandola, chiamata <em>adenomero</em>. Il secreto elaborato raggiunge la superficie dell’epitelio di origine direttamente o per mezzo di un <em>condotto escretore</em> che a seconda del tipo di ghiandola può essere semplice o ramificato.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/anat-ghiandola.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-680" title="anat-ghiandola" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/anat-ghiandola-300x293.jpg" alt="anat-ghiandola" width="210" height="205" /></a></p>
<p><strong>La ghiandola del veleno</strong></p>
<p>Nei viperidi la ghiandola del veleno, di forma grossolanamente triangolare, è posta nella regione postero-laterale del capo (dietro e sotto gli occhi). La ghiandola è rivestita da tessuto connettivo, innervata dal nervo trigemino e intimamente connessa con la muscolatura. È formata da lobi  suddivisi da sepimenti connettivali in lobuli a loro volta separati  da sottilissimi setti sempre di natura connettivale.</p>
<p><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/gland.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-678" title="gland" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/gland-280x300.jpg" alt="gland" width="280" height="300" /></a></p>
<p>I tubuli  ghiandolari molto ramificati sono delimitati da un lume rivestito da epitelio monostratificato che produce il veleno. A livello della regione distale del condotto escretore, in corrispondenza dell’area in cui sbocca  alla base delle zanne è presente un rigonfiamento che costituisce la ghiandola accessoria che secerne muco. In definitiva nei Viperidi la ghiandola del veleno può essere distinta in una porzione a secrezione sierosa che produce il veleno, la <strong>ghiandola principale</strong>, ed una porzione a secrezione mucosa, la <strong>ghiandola accessoria</strong>.</p>
<p><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/ghiandola-velenifera.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-681" title="ghiandola velenifera" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/ghiandola-velenifera-300x147.jpg" alt="ghiandola velenifera" width="300" height="147" /></a></p>
<p><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/anatomia-ghiandola-velenifera.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-682" title="anatomia-ghiandola-velenifera" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/anatomia-ghiandola-velenifera-300x218.jpg" alt="anatomia-ghiandola-velenifera" width="300" height="218" /></a></p>
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		<item>
		<title>IL VELENO DELLE VIPERE: COMPOSIZIONE CHIMICA</title>
		<link>http://www.allzoon.com/2010/02/il-veleno-delle-vipere-composizione-chimica/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 19:12:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rola1961</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animalia]]></category>
		<category><![CDATA[rettili]]></category>
		<category><![CDATA[tossine animali]]></category>
		<category><![CDATA[veleno]]></category>
		<category><![CDATA[Zoologia]]></category>

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		<description><![CDATA[La composizione del veleno degli ofidici è molto varia, presentano un elevato tenore in proteine (circa il 90%) con attività enzimatica, molecole organiche non proteiche e sostanze inorganiche. Molecole organiche di natura proteica e amminoacidica Nei veleni sono stati identificati almeno ventisei enzimi di cui dodici comuni a tutti i veleni ofidici, altri sono esclusivi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La composizione del veleno degli ofidici è molto varia, presentano un elevato tenore in proteine (circa il 90%) con attività enzimatica, molecole organiche non proteiche e sostanze inorganiche.</p>
<p><a href="http://www.allzoon.com/2010/02/il-veleno-delle-vipere-composizione-chimica/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p><span id="more-649"></span></p>
<p><strong>Molecole organiche di natura proteica e amminoacidica</strong></p>
<p>Nei veleni sono stati identificati almeno ventisei enzimi di cui dodici comuni a tutti i veleni ofidici, altri sono esclusivi di alcuni generi o di alcune specie.</p>
<p>In tutti i veleni ofidici ritroviamo:</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fosfolipasi" target="_blank">fosfolipasi A</a><sub><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fosfolipasi" target="_blank">2</a></sub>,<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Phosphodiesterase" target="_blank"> fosfodiesterasi</a>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Phosphomonoesterases" target="_blank">fosfomonoesterasi</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L-amminoacido_ossidasi" target="_blank">L-amminoacido-ossidasi</a>, 5’-<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Nucleotidase" target="_blank">nucleotidasi</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nucleasi" target="_blank">nucleasi </a>(ribonucleasi e deossiribonucleasi), adenosintri<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Phosphatase" target="_blank">fosfatasi</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ialuronoglucosaminidasi" target="_blank">ialuronidasi</a>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/NAD%2B_nucleosidase" target="_blank">NAD-nucleosidasi</a>, arilamidasi e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Peptidasi" target="_blank">peptidasi</a>.</p>
<p>Esclusivi dei viperidi abbiamo:</p>
<p>endopeptidasi, arginina-estere idrolasi, chininogenasi, enzima ad azione trombino simile, enzimi coinvolti nella <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Coagulazione_del_sangue" target="_blank">coagulazione del sangue</a>: attivatore del fattore X, attivatore della protrombina.</p>
<p>In generale è possibile affermare che il contenuto proteico di veleno aumenta sino alla maturità sessuale. Anche se alcune attività enzimatiche tendono a diminuire dalla nascita allo stato adulto (ess. Enzima trombino simile, fosfodiesterasi, …)</p>
<p>In diversi veleni, oltre ad essere stati isolati amminoacidi liberi, sono presenti peptidi a basso peso molecolare. In base all’azione esplicata i peptidi, sono distinti in due gruppi:</p>
<ol>
<li>Peptidi ad attività antichinasica che potenziano la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bradichinina" target="_blank">bradichinina</a>.</li>
<li>Peptidi che inibiscono la conversione di<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Angiotensin" target="_blank"> angiotensina I in angiotensina II</a></li>
</ol>
<p>In più veleni sono stati isolati amminoacidi liberi.</p>
<p><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/veleno-.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-655" title="veleno" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/veleno--150x150.jpg" alt="veleno" width="150" height="150" /></a></p>
<p><strong>Molecole organiche non proteiche</strong></p>
<p>Sono presenti colesterolo, lecitine; in alcune specie sono presenti monosaccaridi (galattoso, glucoso, mannoso e riboso).</p>
<p>Può essere presente riboflavina, sottoforma di FAD (flavin-adenin-dinucleotide) responsabile del colore giallo caratteristico di molti veleni ofidici. Sono state isolate basi azotate.</p>
<p>Altri composti che possono essere presenti sono acetilcolina, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bufotenina" target="_blank">bufotenina </a>a catecolammine 8adrenalina e noradrenalina), serotonina.</p>
<p><strong>Costituenti inorganici</strong></p>
<p>Ioni metallici e non metallici. Tra i cationi più abbondanti abbiamo Na<sup>+</sup>, K<sup>+</sup>, Ca<sup>2+</sup> e Zinco. Tra gli anioni abbiamo cloruri e fosforo in diverse forme.</p>
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		<title>Il veleno delle vipere: proprietà fisiche</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 18:17:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rola1961</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il veleno prodotto è un liquido viscoso, inodore, di sapore lievemente acidulo che essicca rapidamente alla temperatura di 15 °C. Di regola è incolore ma la sua tinta varia secondo le specie nelle tonalità del giallo. Una volta essiccato  è parzialmente solubile in acqua. In soluzione fisiologica è totalmente solubile. Indipendentemente dalla sua concentrazione una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/veleno.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-647" title="veleno" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/veleno-300x235.jpg" alt="veleno" width="300" height="235" /></a></p>
<p>Il veleno prodotto è un liquido viscoso, inodore, di sapore lievemente acidulo che essicca rapidamente alla temperatura di 15 °C. Di regola è incolore ma la sua tinta varia secondo le specie nelle tonalità del giallo.</p>
<p><span id="more-645"></span></p>
<p>Una volta essiccato  è parzialmente solubile in acqua. In soluzione fisiologica è totalmente solubile. Indipendentemente dalla sua concentrazione una volta in soluzione si deteriora rapidamente favorendo lo sviluppo di microrganismi.</p>
<p>L&#8217;essiccamento non altera le sue proprietà e se opportunamente conservato (sotto vuoto) può mantenersi anche per 20 anni senza perdere la sua attività.</p>
<p>Il calore secco  anche a 130 °C ha poca azione sul veleno che mantiene la sua tossicità. Al contrario il calore umidolo altera rapidamente.</p>
<p>Freddo e luce non alterano significativamente le proprietà del veleno.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La sindrome tetrodontica</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 18:54:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rola1961</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animalia]]></category>
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		<category><![CDATA[tossine animali]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; causata dall&#8217;ingestione di carni di pesci tetrodonti (es. Tetraodon reticularis). questi pesci presentano, a livello delle gonadi, fegato e muscoli) la tetrodotossina. In realtà non sono i pesci a produrre il veleno ma microrganismi che vivono in simbiosi con l&#8217;ospite che, ovviamente risulta essere immune alla tossina. Un milligrammo di tetradotossina è sufficiente ad uccidere una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; causata dall&#8217;ingestione di carni di pesci tetrodonti (es. <em>Tetraodon reticularis</em>). questi pesci presentano, a livello delle gonadi, fegato e muscoli) la <strong>tetrodotossina</strong>.</p>
<p><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2009/12/fugu.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-412" title="fugu" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2009/12/fugu-150x150.jpg" alt="fugu" width="150" height="150" /></a></p>
<p>In realtà non sono i pesci a produrre il veleno ma microrganismi che vivono in simbiosi con l&#8217;ospite che, ovviamente risulta essere immune alla tossina.</p>
<p><span id="more-408"></span></p>
<p>Un milligrammo di tetradotossina è sufficiente ad uccidere una persona. La tossicità è dovuta ad un blocco del potenziale d&#8217;azione, ostacolando il passaggio degli ioni Na, a livello delle fibre nervose con azione curaro simile e muscarino simile .</p>
<p>Le alterazioni biologiche prodotte dalla tossina sull&#8217;organismo umano si manifestano in un intervallo di tempo in genere compreso tra i 10 minuti e tre ore dall&#8217;ingestione.</p>
<p>Inizialmente si ossarva una sintomatologia gastrointestinale. Nell&#8217;intossicazione grave, si manifestano aritmie ed ipotensione, fino al sopraggiungere della morte. Fra i sintomi annoveriamo:</p>
<ul>
<li>parestesia a livello del viso ed in particolare delle labbra  (che può progredire fino a coinvolgere braccia e gambe)</li>
<li>astenia  che può progredire fino alla paralisi flaccida</li>
<li>sensazione di angoscia </li>
<li>nausea o vomito, diarrea acquosa.</li>
</ul>
<p>Il quadro clinico può assumere differenti gradi di severità sino al coma e alla morte per paralisi respiratoria. La prognosi è favorevole se la sintomatologia si risolve  nel giro di 24 ore, in caso contrario il tasso di mortalità raggiunge il 50%. La terapia è sintomatica, poichè non esiste un antidoto specifico.</p>
<p> </p>
<p>La sindrome tetrodontica è tra le più gravi intossicazioni alimentari, rappresentando nei mari del Pacifico il 60% di queste intossicazioni.</p>
<p><strong>Il Fugu</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2009/12/fugu-b.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-413   aligncenter" title="fugu b" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2009/12/fugu-b-150x150.jpg" alt="fugu b" width="150" height="150" /></a><strong> </strong></p>
<p>In Giappone è considerato una prelibatezza, malgrado sia <span>un pesce  velenoso</span>. Ffegato, muscoli e  pelle contengono tetradotossina, un veleno 1200 volte più mortale del cianuro.</p>
<p> Solo uno chef con almeno tre anni di preparazione specifica provvisto di patentino è autorizzato a cucinarlo.</p>
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		<title>L&#8217;Idra di Lerna</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 21:44:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rola1961</dc:creator>
				<category><![CDATA[Creature fantastiche: mitologia, leggende, fiabe e tradizioni popolari]]></category>
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		<category><![CDATA[idra di lerna]]></category>
		<category><![CDATA[mitologia greca]]></category>
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		<description><![CDATA[Animale mostruoso della mitologia greca, il cui nome significa &#8220;serpente d&#8217;acqua&#8221;. Era figlio di Echidna, dimorava   nelle paludi di Lerna (antica città della Grecia)  che costituivano l&#8217;ingresso del regno della morte.      Il suo alito uccideva gli uomini ed essa devastava il paese facendo razzia del bestiame. Possedeva cento teste, di cui una immortale: fino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Animale mostruoso della mitologia greca, il cui nome significa &#8220;serpente d&#8217;acqua&#8221;. Era figlio di Echidna, dimorava   nelle paludi di Lerna (antica città della Grecia)  che costituivano l&#8217;ingresso del regno della morte.</p>
<p align="justify"><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2009/11/hydra-bw.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-358" title="hydra" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2009/11/hydra-bw-300x280.jpg" alt="hydra" width="300" height="280" /></a></p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify"> Il suo alito uccideva gli uomini ed essa devastava il paese facendo razzia del bestiame. Possedeva cento teste, di cui una immortale: fino a che quella testa non fosse stata tagliata, le altre, pur mozzate, sarebbero ricresciute immediatamente.</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify"> Tuttavia Ercole  riuscì ad uccidere l&#8217;Idra.  Dopo aver obbligato l&#8217;Idra ad uscire dalla sua tana sotterranea  la decapitò più volte con una spada  Con l&#8217;aiuto di Iolao, suo nipote, che bruciava con un tizzone le ferite dell&#8217;Idra, impedendo alle teste di ricrescere, Ercole riuscì a tagliare la testa immortale del mostro e la seppellì sulla strada di Eleunte dopo aver intinto le proprie frecce nel veleno che ne sgorgava.</p>
<p align="justify"><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2009/11/idra.jpg"><img class="size-medium wp-image-359 alignleft" title="idra" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2009/11/idra-300x200.jpg" alt="idra" width="300" height="200" /></a></p>
<p align="justify"> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>I Celenterati &#8211; Cnidaria -</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 20:39:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rola1961</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animalia]]></category>
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		<description><![CDATA[Celenterati View more presentations from epinefrina.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="__ss_2460411" style="text-align: left; width: 425px;"><a style="font:14px Helvetica,Arial,Sans-serif;display:block;margin:12px 0 3px 0;text-decoration:underline;" title="Celenterati" href="http://www.slideshare.net/epinefrina/celenterati">Celenterati</a><object width="425" height="355" data="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=phylumcnidaria-091109143057-phpapp01&amp;stripped_title=celenterati" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=phylumcnidaria-091109143057-phpapp01&amp;stripped_title=celenterati" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></div>
<div style="font-family: tahoma,arial; height: 26px; font-size: 11px; padding-top: 2px;">View more <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/epinefrina">epinefrina</a>.</div>
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		<title>I Poriferi &#8211; spugne -</title>
		<link>http://www.allzoon.com/2009/10/i-poriferi-spugne/</link>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 19:50:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rola1961</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Poriferi View more presentations from epinefrina.  I poriferi o spugne sono organismi filtratori  caratterizzati dalla presenza di canere camere acquifere interne tappezzate da coanociti (cellule flagellate con colletto). Le spugne somo organismo sessili, costituiti da  strati di cellule simili a tessuti, chedelimitano canali attraverso i quali circola l’acqua. L’acqua e le particelle  in sospensione sono convogliate all’interno  della spugna attraverso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="__ss_2392026" style="text-align: left; width: 425px;"><a style="font:14px Helvetica,Arial,Sans-serif;display:block;margin:12px 0 3px 0;text-decoration:underline;" title="Poriferi" href="http://www.slideshare.net/epinefrina/poriferi">Poriferi</a><object width="425" height="355" data="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=poriferi-091031143502-phpapp02&amp;stripped_title=poriferi" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=poriferi-091031143502-phpapp02&amp;stripped_title=poriferi" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></div>
<div style="font-family: tahoma,arial; height: 26px; font-size: 11px; padding-top: 2px;">View more <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/epinefrina">epinefrina</a>.</div>
<p><span id="more-299"></span></p>
<p class="Stile26"> I poriferi o spugne sono organismi filtratori  caratterizzati dalla presenza di canere camere acquifere interne tappezzate da <span style="text-decoration: underline;">coanociti</span> (<strong>cellule flagellate con colletto</strong>).<br />
Le spugne somo organismo sessili, costituiti da  strati di cellule simili a tessuti, chedelimitano canali attraverso i quali circola l’acqua. L’acqua e le particelle  in sospensione sono convogliate all’interno  della spugna attraverso numerosissimi pori presenti nella parete del corpo (<strong><span style="text-decoration: underline;">pori inalanti</span> o <span style="text-decoration: underline;">ostii</span></strong>), perazione del battitto dei flagelli sui coanociti.<br />
In seguito l’acqua circola attraverso la spugna, dove le particelle in sospensione vengono catturate dai coanociti, quindi fuoriesce attraverso aperture più grandi dette<strong> <span style="text-decoration: underline;">osculi</span></strong>.<br />
Le spugne differiscono dalla maggior parte degli invertebrati in quanto possiedono un endoscheletro costituito da spicole silicee, carbonatiche o di spongina (proteina fibrosa elastica). La loro classificazione è basata  sulla natura chimica  e la forma dello scheletro interno.</p>
<ol class="Stile26">
<li>Classe Calcarea (spugne calcaree) presentano spicole calcaree</li>
<li>Classe Hyalospongiae (spugne vitree) presentano spicole silicee:</li>
<li>Classe Sclerospongiae (spugne coralline) presentano spicole miste</li>
<li>Classe Demospongiae (spugne cornee) presentano endoscheletro di spongina.</li>
</ol>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-303" href="http://www.allzoon.com/2009/10/i-poriferi-spugne/porifer-bc/"><img class="size-medium wp-image-303 aligncenter" title="poriferi" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2009/10/porifer-bc-300x177.jpg" alt="poriferi" width="300" height="177" /></a></p>
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		<item>
		<title>L&#8217;inquinamento marino: gli scarichi urbani</title>
		<link>http://www.allzoon.com/2009/10/linquinamento-marino-gli-scarichi-urbani/</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 17:11:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rola1961</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Rappresentano il 60% delle fonti d’inquinamento delle acque. Sono caratterizzati dalla presenza di materiale fecale, detersivi,  agenti patogeni e altre sostanze. La acque provenienti dalle abitazioni e dai locali pubblici veicolano la maggior parte del carico inquinante prodotto nelle città. Convogliate nel sistema fognario, queste acque luride possono essere scaricate direttamente nei fiumi e quindi nel mare, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt;"><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Rappresentano il 60% delle fonti d’inquinamento delle acque. Sono caratterizzati dalla presenza di materiale fecale, detersivi,<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>agenti patogeni e altre sostanze. </span></p>
<div id="attachment_133" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-133" href="http://www.allzoon.com/2009/10/linquinamento-marino-gli-scarichi-urbani/acque/"><img class="size-medium wp-image-133" title="acque" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2009/10/acque-300x184.jpg" alt="Scarichi urbani" width="300" height="184" /></a><p class="wp-caption-text">Scarichi urbani</p></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt;"><span style="font-family: Calibri; font-size: small;"><span id="more-132"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt;"><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">La acque provenienti dalle abitazioni e dai locali pubblici veicolano la maggior parte del carico inquinante prodotto nelle città. Convogliate nel sistema fognario, queste acque luride possono essere scaricate direttamente nei fiumi e quindi nel mare, o essere precedentemente trattate da un impianto di depurazione. Nel primo caso i batteri aerobi presenti consumano l’ossigeno disciolto nell’acqua per degradare il materiale organico inquinante ma in questo modo creano un ambiente povero di ossigeno dove prevarranno reazioni anaerobiche con formazione di metano, ammoniaca e idrogeno solforato. Questa condizione causa la <a title="CILLARESE INQUINATO: moria di pesci" href="http://www.pugliantagonista.it/cillarinq.htm">morte dei pesci </a>e degli altri organismi che necessitano di ossigeno per vivere, incrementando così la quantità di materia organica da degradare, aggravando ulteriormente l’alterazione dell’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ecosistema">ecosistema</a>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt;"><span style="font-family: Calibri; font-size: small;"><img class="size-medium wp-image-134  aligncenter" title="moria-pesci" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2009/10/moria-pesci-300x225.jpg" alt="moria-pesci" width="300" height="225" /></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt;"><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Inoltre lo scarico incontrollato <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>di queste acque trasforma le acque costiere in un ambiente favorevole alla sopravvivenza in elevate concentrazioni di batteri fecali e dei numerosi microrganismi patogeni che li accompagnano.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center; margin: 0cm 0cm 10pt;"><span style="font-family: Calibri; font-size: small;"><a rel="attachment wp-att-134" href="http://www.allzoon.com/2009/10/linquinamento-marino-gli-scarichi-urbani/moria-pesci/"></a></span></p>
]]></content:encoded>
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