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	<title>AllZoon &#187; tossine animali</title>
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	<description>Grandezza e progresso morale di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali. Mahatma Gandhi</description>
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		<title>Zoofarmacognosia</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Feb 2011 13:51:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rola1961</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animalia]]></category>
		<category><![CDATA[rispetto per la natura]]></category>
		<category><![CDATA[rispettp per l'ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[tossine animali]]></category>
		<category><![CDATA[Zoologia]]></category>

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		<description><![CDATA[La zoofarmacognosia è una scienza che studia come gli animali si curano procurandosi spontaneamente in natura il rimedio idoneo per determinate patologie e che coinvolge, oltre l&#8217;etologia differenti disciplina: l&#8217; ecologia, la botanica, la farmacologia, l&#8217; antropologia, la chimica e la parassitologia. Tutelare gli ambienti in cui vivono le piante medicinali e gli animali che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">La <strong>zoofarmacognosia </strong>è una scienza che studia come gli animali si curano procurandosi spontaneamente in natura il rimedio  idoneo per determinate patologie e che coinvolge, oltre l&#8217;etologia differenti disciplina:  l&#8217; ecologia, la botanica, la farmacologia, l&#8217; antropologia, la chimica e la parassitologia.</p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 268px"><a href="http://www.fondosescritorio.net/wallpapers/Animales/Monos/Borneo-Proboscis-Monkey-2.jpg"><img class=" " title="Nasica" src="http://www.fondosescritorio.net/wallpapers/Animales/Monos/Borneo-Proboscis-Monkey-2.jpg" alt="" width="258" height="194" /></a><p class="wp-caption-text">Nasalis larvatus Wurmb, 1787</p></div>
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Tutelare gli ambienti in cui vivono le piante medicinali e gli animali che le utilizzano significa, non solo ripsettare la biodiversità, ma anche conoscere nuove molecole da sfruttare per l&#8217; industria farmaceutica e capire come gli animali si curano senza provocare &#8211; apparentemente &#8211; meccanismi di resistenza alle sostanze chimiche a cui fanno ricorso.</p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span id="more-1112"></span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">L&#8217;utilizzo di piante medicinali non è esclusivo della nostra specie. Sono documentati da tempo  diversi casi di animali che usano piante come medicine e le recenti ricerche dimostrano che questo comportamento, cui è stato dato il nome di farmacofagia, è  più diffuso di quanto precedentemente riconosciuto. Dati aneddotici e sperimentali indicherebbero che la maggior parte di questi comportamenti di auto-medicazione siano atti intenzionali da parte degli animali.</p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><a href="http://www.savoirs.essonne.fr/fileadmin/bds/MEDIA/la_vie/medecine_et_sante/singes_pharmaciens/singe_medecin3.jpg"><img class="alignnone" src="http://www.savoirs.essonne.fr/fileadmin/bds/MEDIA/la_vie/medecine_et_sante/singes_pharmaciens/singe_medecin3.jpg" alt="" width="240" height="360" /></a></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Molti mammiferi, compreso i Primati, assumono alimenti disgustosi ed amari. Secondo alcuni ricercatori molti di questi alimenti non sono assunti per ragioni nutrizionali ma per ragioni di natura farmacologica.</p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">I gorilla (<span style="font-style: normal;">Gorilla gorilla beringei</span>) assumono <em>Rumex abyssinicus</em>, pianta molto amara ricca di acido ascorbico. Questa pianta in Africa orientale è applicata sulle ferite per la sua azione batteriostatica.</p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 272px"><a href="http://gb.fotolibra.com/images/previews/654392-ethiopia-rumex-abyssinicus-sorrel.jpeg"><img class="  " title="Rumex abyssinicus" src="http://gb.fotolibra.com/images/previews/654392-ethiopia-rumex-abyssinicus-sorrel.jpeg" alt="Rumex abyssinicus" width="262" height="174" /></a><p class="wp-caption-text">Rumex abyssinicus</p></div>
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Scimpanzè selvatici (<span style="font-style: normal;">Pan troglodytes) colgono e inghiottiscono le foglie di</span><span style="font-style: normal;"><em> Aspilia mossambicensis</em> .</span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY">Dalle foglie di <em>Aspilia mossambicensis </em>è presente una molecola ad attività antibiotica, antimicotica e antielmintica: la thiarubina A. È noto che alcune specie del genere <em>Aspilia</em> sono utilizzate in Africa, dalla popolazione nativa, per la terapia di sciatalgie, lombaggini e nevralgia.</p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY">
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 283px"><a href="http://www.zimbabweflora.co.zw/speciesdata/images/16/160430-2.jpg"><img class="   " title="Aspilia mossambicensis" src="http://www.zimbabweflora.co.zw/speciesdata/images/16/160430-2.jpg" alt="Aspilia mossambicensis" width="273" height="254" /></a><p class="wp-caption-text">Aspilia mossambicensis</p></div>
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-style: normal;">È interessante notare che gli scimpanzè raccolgono e assumono le foglie di alcuni vegetali con proprietà medicamentose il mattino (<em>Aspilia spp. Lippia plicata, Commelina spp.</em>). Le foglie non sono masticate, ma tenute in bocca facendole passare fra lingua e mucosa orale per diversi secondi prima che l&#8217;intero boccone venga deglutito. In questo modo i principi attivi sono assorbiti attraverso la mucosa orale. L&#8217;assorbimento attraverso la mucosa orale consente di assumere farmaci che altrimenti verrebbero inattivati a livello gastrico o epatico.</span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY">Questa tecnica è molto simile alle tecniche umane di somministrazione di farmaci attraverso la mucosa orale e sublinguale.</p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY">Nel Parco nazionale dei Monti Mahale, in Tanzania nel 1989 fu osservata una femmina di scimpanzè succhiare il succo amaro di <em>Vernonia amygdalina</em>, pianta in genere non appetita da queste scimmie, ma ampiamente utilizzata in Africa per il trattamento delle parassitosi e delle turbe gastrointestinali negli uomini e nel bestiame.</p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-style: normal;">Dalla  <em>Vernonia amygdalina</em> sono stati isolate numerose molecole farmacologicamente attive: quattro lattoni sesquiterpeni , sette glucosidi steroidei e due agliconi di glucosidi che nel complesso mostrano un&#8217;azione antischistosomomica, plasmodicida e leishmaniocida .</span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY">Si è ipotizzato che gli scimpanzè di Mahale controllino le parassitosi mediante l&#8217;ingestione di questo vegetale.</p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY">
<div class="wp-caption alignright" style="width: 240px"><a href="http://farm3.static.flickr.com/2803/4322598860_3aa0683a8b_z.jpg?zz=1"><img class="  " title="Vernonia amygdalina" src="http://farm3.static.flickr.com/2803/4322598860_3aa0683a8b_z.jpg?zz=1" alt="Vernonia amygdalina" width="230" height="154" /></a><p class="wp-caption-text">Vernonia amygdalina</p></div>
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY">Recentemente si è scoperto che gli scimpanzé consumano argilla e le foglie di <em>Trichilia rubescens</em>, una pianta che cresce in Africa, per combattere la malaria. Analisi di laboratorio hanno dimostrato che l&#8217; effetto antimalarico è raggiunto solo quando la pianta viene ingerita assieme all&#8217; argilla che contiene caolinite, un minerale noto per le sue proprietà curative nei confronti di disturbi intestinali. Gli orangutan si strofinano invece sul pelo la commelina, una rara erba che cresce nella foreste del Borneo e che ha proprietà antibatteriche e anti infiammatore.</p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY">
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 240px"><a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/b/bc/Trichilia_emetica_new_leaf.JPG"><img class=" " title="Trichilia emetica" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/b/bc/Trichilia_emetica_new_leaf.JPG" alt="Trichilia emetica" width="230" height="173" /></a><p class="wp-caption-text">Trichilia emetica</p></div>
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY">In India, Ungulati e Primati ingeriscono la corteccia di <em>Holorrhena antdysenterica</em> a scopo antidissenterico.</p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY">In Etiopia i babbuini ( <em>Papio sp.</em>) a rischio di contrarre la schistosomiasi mangiano i frutti di Balanites eaegyptica. Questi frutti contengono elevate concentrazioni dello steroide diosgenina capace di uccidere la cercaria dello schistosoma.</p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-style: normal;">L&#8217;u</span>tilizzo di piante a scopo medicamentoso non è esclusivo dei Primati.  È noto che i gatti masticano le foglie giovani di certe graminacee come emetico, per spurgare il loro apparato digerente. In India le tigri mangiano occasionalmente frutti di <em>Ziziphus jujuba</em>, che contiene principi purgativi quinonici.</p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong>Link correlati:</strong></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong><a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/gennaio/04/Zoofarmacognosia_co_9_110104034.shtml" target="_blank">Corriere.it: zoofarmacognosia</a></strong></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong><a href="http://meristemi.wordpress.com/2009/02/26/lafrica-sotto-casa-uomini-animali-e-piante-ciak-prima/" target="_blank">Erba volant</a></strong></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong><a href="http://archiviostorico.corriere.it/2009/aprile/25/Gli_insetti_farmacisti_curano_con_co_9_090425027.shtml" target="_blank">Corriere.it: gli insetti farmacisti si curano con le piante</a></strong></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY">
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		<title>La  síndrome di Irukandji</title>
		<link>http://www.allzoon.com/2010/11/la-sindrome-di-irukandji/</link>
		<comments>http://www.allzoon.com/2010/11/la-sindrome-di-irukandji/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Nov 2010 18:39:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rola1961</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animalia]]></category>
		<category><![CDATA[Biologia]]></category>
		<category><![CDATA[tossine animali]]></category>
		<category><![CDATA[veleno]]></category>

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		<description><![CDATA[La sindrome Irukandji rappresenta la conseguenza della puntura di una medusa, la Carukia barnesi Il nome Irukandji prende origine dal nome di una tribù australiana e indica il luogo, nel Nord del Queensland, dove è facile trovare tali meduse. La sindrome Irukandji è la conseguenza della puntura di una medusa, la Carukia barnesi Il nome [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La sindrome Irukandji rappresenta la conseguenza della puntura di una medusa, la Carukia barnesi</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il nome Irukandji prende origine dal nome di una tribù australiana e indica il luogo, nel Nord del Queensland, dove è facile trovare tali meduse.</div>
<div>La sindrome Irukandji è la conseguenza della puntura di una medusa, la <em><a title="Carukia barnesi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carukia_barnesi" target="_blank">Carukia barnesi </a></em></div>
<div><em></p>
<div id="attachment_975" class="wp-caption aligncenter" style="width: 275px"><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/11/images.jpg"><img class="size-full wp-image-975" title="Carukia barnesi " src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/11/images.jpg" alt="Carukia barnesi 20 mm. di diametro 25 mm  l’altezza  dell’ombrello" width="265" height="190" /></a><p class="wp-caption-text">Carukia barnesi 20 mm. di diametro 25 mm  l’altezza  dell’ombrello</p></div>
<p></em><em> </em><em> </em><em> </em></div>
<div>Il nome Irukandji prende origine dal nome di una tribù australiana e indica il luogo, nel Nord del <a title="Queensland" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Queensland" target="_blank">Queensland</a>, dove è facile trovare tali meduse.</div>
<div><span id="more-974"></span></p>
<div>La sintomatologia della sindrome do Irukandji  è caratterizzata da:</div>
<div>
<ul>
<li>Dolori lancinanti.</li>
<li>Nausea , vomito e convulsioni.</li>
<li>Elevata ipertensione arteriosa.</li>
<li>Liberazione di noradrenalina e senso di panico.</li>
</ul>
</div>
</div>
<div>l veleno neurotossico, cardiotossico e necrotizzante viene rapidamente assorbito passando nel torrente circolatorio.</div>
<div><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/11/sindrome.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-976" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/11/sindrome-300x190.png" alt="" width="300" height="190" /></a></p>
<div>La morte può sopraggiungere in pochi minuti, dal manifestarsi dei sintomi, per paralisi respiratoria e blocco cardiaco.</div>
<div style="text-align: center;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 18px; font-size: 14px; color: #333333;"><strong><em>Non esiste alcun antidoto noto per il veleno, ma come è accaduto nel 2007, il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Idrogenofosfato_di_magnesio" target="_blank">fosfato di magnesio</a> viene usato per trattare la sindrome di Irukandji.</em></strong></span></div>
<div><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 18px; font-size: 14px; color: #333333;"><strong>Per saperne di più</strong></span></div>
<div><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 18px; font-size: 14px; color: #333333;"><strong><a href="http://hubpages.com/hub/Irukandji">http://hubpages.com/hub/Irukandji</a></strong></span></div>
<div><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 18px; font-size: 14px; color: #333333;"><strong><a title="Celenterati" href="http://www.slideshare.net/epinefrina/celenterati" target="_blank">Celenterati</a></strong></span></div>
<div><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 18px; font-size: 14px; color: #333333;"><strong><br />
</strong></span></div>
</div>
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		</item>
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		<title>Il veleno delle vipere: la ghiandola del veleno</title>
		<link>http://www.allzoon.com/2010/02/il-veleno-delle-vipere-la-ghiandola-del-veleno/</link>
		<comments>http://www.allzoon.com/2010/02/il-veleno-delle-vipere-la-ghiandola-del-veleno/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 18:20:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rola1961</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animalia]]></category>
		<category><![CDATA[rettili]]></category>
		<category><![CDATA[tossine animali]]></category>
		<category><![CDATA[veleno]]></category>
		<category><![CDATA[Zoologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Introduzione La secrezione ghiandolare è svolta da tessuto epiteliale e consiste nell’elaborazione e liberazione da parte di cellule specializzate di un liquido, contenente una o più sostanze di natura diversa (mucina, ormoni o enzimi). Gli elementi epiteliali specializzati nella funzione secretoria costituiscono organi denominati ghiandole. Le ghiandole possono essere classificate secondo diversi criteri: In base al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/frontale1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-674" title="frontale1" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/frontale1.jpg" alt="frontale1" width="330" height="357" /></a></p>
<p><strong>Introduzione</strong></p>
<p>La <strong>secrezione </strong>ghiandolare è svolta da tessuto epiteliale e consiste nell’elaborazione e liberazione da parte di cellule specializzate di un liquido, contenente una o più sostanze di natura diversa (mucina, ormoni o enzimi).</p>
<p><span id="more-672"></span></p>
<p>Gli elementi epiteliali specializzati nella funzione secretoria costituiscono organi denominati <strong>ghiandole</strong>.</p>
<div id="attachment_679" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/epitelio-ghiandolar-e.jpg"><img class="size-medium wp-image-679" title="epitelio ghiandolar e" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/epitelio-ghiandolar-e-300x228.jpg" alt="Epitelio ghiandolare" width="300" height="228" /></a><p class="wp-caption-text">Epitelio ghiandolare</p></div>
<p>Le ghiandole possono essere classificate secondo diversi criteri:</p>
<ol>
<li>In base al <strong>destino del secreto</strong> abbiamo le <em>ghiandole esocrine</em> (riversano il loro secreto a livello di una superficie epiteliale libera, interna o esterna, dell’organismo),<em>ghiandole endocrine </em>(immettono il loro secreto nei vasi sanguigni),  <em>ghiandole a secrezione mista </em>(coesistono elementi esocrini ed elementi endocrini; un esempio è rappresentato dal pancreas) .</li>
<li>In base alla modalità con cui le cellule costituenti <strong>emettono il secreto</strong> esistono  abbiamo <em>ghiandole</em> <em>merocrine</em> (il secreto è liberato attraverso la membrana plasmatica e la cellula resta integra; esempio, ghiandola sudoripara), <em>ghiandole apocrine</em> (la secrezione è accompagnata da perdita della porzione apicale del citoplasma ), <em>ghiandole olocrine</em> (la secrezione comporta la distruzione delle cellule secernenti; esempio, ghiandola sebacea)</li>
<li>In base al <strong>numero di cellule</strong>, abbiamo <em>ghiandole unicellulari </em>e <em>ghiandole pluricellulari</em>, queste utlime sono suddivise in base all’organizzazione e alla geometria della componente epiteliale (<em>tubulari, alveolari,tubulo-alveolari …)</em></li>
</ol>
<div id="attachment_675" class="wp-caption alignnone" style="width: 203px"><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/secrezione_merocrina.jpg"><img class="size-full wp-image-675 " title="secrezione_merocrina" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/secrezione_merocrina.jpg" alt="Secrezione merocrina" width="193" height="175" /></a><p class="wp-caption-text">Secrezione merocrina</p></div>
<div id="attachment_676" class="wp-caption aligncenter" style="width: 207px"><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/secrezione_apocrina.jpg"><img class="size-full wp-image-676 " title="secrezione_apocrina" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/secrezione_apocrina.jpg" alt="Secrezione apocrina" width="197" height="197" /></a> <p class="wp-caption-text">Secrezione apocrina</p></div>
<div id="attachment_677" class="wp-caption alignright" style="width: 207px"><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/secrezione_olocrina.jpg"><img class="size-full wp-image-677 " title="secrezione_olocrina" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/secrezione_olocrina.jpg" alt="Secrezione olocrina" width="197" height="192" /></a><p class="wp-caption-text">Secrezione olocrina</p></div>
<p>In questo articolo saranno prese in considerazione le ghiandole esocrine.</p>
<p>Le ghiandole esocrine riversano il loro secreto direttamente o su una superficie corporea esterna o nel lume di cavità corporee. Possono essere unicellulari e pluricellulari. Tra le ghiandole unicellulari ricordiamo la <em>cellula mucipara caliciforme</em>, intercalata tra le cellule epiteliali di molte mucose (epitelio intestinale, epitelio delle vie respiratorie). Questa cellula secerne <em>mucina</em>, proteina-polisaccaride che con l’acqua forma il <strong>muco</strong>, sostanza ad azione lubrificante e protettiva.</p>
<p>Nelle  ghiandole esocrine pluricellulari la forma più semplice è <em>la superficie epiteliale secernente</em>, ovvero un epitelio completamente formato  da cellule secernenti, ne è un esempio l’epitelio di rivestimento della mucosa gastrica. Una forma particolare  di superficie secernente è rappresentata dalle <em>ghiandole intraepiteliali</em>, piccoli ammassi di cellule secernenti incluse nello spessore dell’epitelio di rivestimento. Queste cellule delimitano un piccolo lume che si apre all’esterno (ad esempio si riscontrano nelle epitelio cilindrico pluriseriato della mucosa nasale). Tutte le altre ghiandole esocrine pluricellulari originano come invaginazioni dell’epitelio che si insinuano nel sottostante tessuto connettivo. Le cellule secernenti si trovano nella parte terminale della ghiandola, chiamata <em>adenomero</em>. Il secreto elaborato raggiunge la superficie dell’epitelio di origine direttamente o per mezzo di un <em>condotto escretore</em> che a seconda del tipo di ghiandola può essere semplice o ramificato.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/anat-ghiandola.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-680" title="anat-ghiandola" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/anat-ghiandola-300x293.jpg" alt="anat-ghiandola" width="210" height="205" /></a></p>
<p><strong>La ghiandola del veleno</strong></p>
<p>Nei viperidi la ghiandola del veleno, di forma grossolanamente triangolare, è posta nella regione postero-laterale del capo (dietro e sotto gli occhi). La ghiandola è rivestita da tessuto connettivo, innervata dal nervo trigemino e intimamente connessa con la muscolatura. È formata da lobi  suddivisi da sepimenti connettivali in lobuli a loro volta separati  da sottilissimi setti sempre di natura connettivale.</p>
<p><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/gland.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-678" title="gland" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/gland-280x300.jpg" alt="gland" width="280" height="300" /></a></p>
<p>I tubuli  ghiandolari molto ramificati sono delimitati da un lume rivestito da epitelio monostratificato che produce il veleno. A livello della regione distale del condotto escretore, in corrispondenza dell’area in cui sbocca  alla base delle zanne è presente un rigonfiamento che costituisce la ghiandola accessoria che secerne muco. In definitiva nei Viperidi la ghiandola del veleno può essere distinta in una porzione a secrezione sierosa che produce il veleno, la <strong>ghiandola principale</strong>, ed una porzione a secrezione mucosa, la <strong>ghiandola accessoria</strong>.</p>
<p><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/ghiandola-velenifera.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-681" title="ghiandola velenifera" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/ghiandola-velenifera-300x147.jpg" alt="ghiandola velenifera" width="300" height="147" /></a></p>
<p><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/anatomia-ghiandola-velenifera.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-682" title="anatomia-ghiandola-velenifera" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/anatomia-ghiandola-velenifera-300x218.jpg" alt="anatomia-ghiandola-velenifera" width="300" height="218" /></a></p>
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		<title>Il veleno delle vipere: tossicologia e farmacologia</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 18:09:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rola1961</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animalia]]></category>
		<category><![CDATA[tossine animali]]></category>
		<category><![CDATA[Zoologia]]></category>

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		<description><![CDATA[« Omnia venenum sunt: nec sine veneno quicquam existit. Dosis sola facit, ut venenum non fit » « Tutto è veleno, nulla esiste che non sia veleno. Solo la dose fa, dato che il veleno non fa (nulla). » Paracelso Azioni tossicologiche e farmacologiche Da un punto di vista tossicologico è possibile classificare i veleni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 15px;"><strong><em>«</em></strong></span><strong><em> Omnia venenum sunt: nec sine veneno quicquam existit. Dosis sola facit, ut venenum non fit </em></strong><span style="font-size: 15px;"><strong><em>»</em></strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 15px;"><span style="font-size: 15px;"><strong><em>«</em></strong></span><strong><em> Tutto è veleno, nulla esiste che non sia veleno. Solo la dose fa, dato che il veleno non fa (nulla). </em></strong><span style="font-size: 15px;"><strong><em>»</em></strong></span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><em>Paracelso</em></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/Azioni-tossicologiche-e-farmacologiche-dei-veleni_-ofidici.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-660" title="Azioni tossicologiche e farmacologiche dei veleni_ ofidici" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/Azioni-tossicologiche-e-farmacologiche-dei-veleni_-ofidici.jpg" alt="Azioni tossicologiche e farmacologiche dei veleni_ ofidici" width="416" height="320" /></a>Azioni tossicologiche e farmacologiche</strong></p>
<p>Da un punto di vista tossicologico è possibile classificare i veleni dei serpenti in quattro gruppi:</p>
<ol>
<li>Coagulanti.</li>
<li>Emolitici.</li>
<li>Neurotossici.</li>
<li>Proteolitici.</li>
</ol>
<p><span id="more-658"></span></p>
<p><em>Azione coagulante</em></p>
<p>Questi veleni favoriscono la formazione di micro coaguli nei capillari, soprattutto quelli polmonari. Il veleno di <em>Vipera berus</em> esplica dapprima un’intensa azione coagulante ed in seguito blocca il meccanismo della coagulazione.</p>
<p><em>Azione emolitica</em></p>
<p>Può essere diretta sulla membrana dell’eritrocita o indiretta; in questo caso la fosfolipasi A<sub>2</sub>, presente nel veleno, trasforma la lecitina plasmatica in liso lecitina che, a sua volta aggredisce la membrana plasmatica del globulo rosso con conseguente emolisi.</p>
<p>In seguito all’emolisi l’emoglobina diffonde nel plasma pregiudicando la funzione renale.</p>
<p><em>Azione neurotossica</em></p>
<p>Le neurotossine agiscono sia a livello locale sia a livello generale. L’effetto locale si realizza rapidamente nella regione del morso e progredisce verso la parte centrale del corpo sottoforma di intorpidimento. Nello stesso tempo l’effetto neurotossico interessa il sistema nervoso centrale inducendo paralisi flaccida(in genere in seguito al blocco della trasmissionealla muscolatura scheletrica), stimolazione del sistema nervoso simpatico e depressione vagale.</p>
<p><em>Azione proteolitica</em></p>
<p>Si manifesta sottoforma di un’intensa reazione locale (dolore, edema duro, flittene e infine necrosi tissutale). La liberazione di istamina e bradichinina da parte dei tessuti, in seguito alla proteolisi, induce alterazioni dei capillari con edema, piccole emorragie e stato di shock ( ipotensione con eventuale collasso).</p>
<p>In realtà i veleni sono il risultato di molteplici associazioni enzimatiche, ne consegue che la loro azione è complessa e variabile. Per queste ragioni nessun serpente produce un veleno le cui proprietà sono riconducibili esclusivamente ad uno di questi gruppi.</p>
<p>La composizione del veleno è propria per ogni specie anche se occorre sottolineare che possono esserci variazioni qualitative e quantitative nell’ambito di una stessa specie in dipendenza di:</p>
<ul>
<li>Stato fisiologico.</li>
<li>Dimensioni delle ghiandole velenifere.</li>
<li>Dimensioni dell’esemplare.</li>
<li>Età.</li>
<li>Habitat.</li>
<li>Stagione.</li>
</ul>
<p><strong>Azioni farmacologiche</strong></p>
<p><em>Azione antidolorifica</em></p>
<p>Alcune neurotossine esplicano un’azione analgesica sia periferica sia sul sistema nervoso centrale. L’azione periferica avviene in seguito all’applicazione locale del veleno (apposizione, frizione e iniezione intradermica) che scatena la liberazione di istamina. l’azione vasodilatatrice  dell’istamina si traduce in un effetto benefico nei confronti della zona dolente.</p>
<p>L’azione analgesica a livello del sistema nervoso centrale può durare diversi giorni esplicando nel contempo un’azione stimolante sulla aree associativa e sensitive della corteccia cerebrale.</p>
<p><em>Azione antivirale</em></p>
<p>In letteratura è stata riscontrata una certa attività antivirale da parte del veleno di <em>Vipera russelli</em> nei confronti di virus neurotropi compresi gli enterovirus.</p>
<p><em>Azione coagulante</em></p>
<p>Questa proprietà ha travato un’ampia applicazione farmacologica. Dal veleno di alcuni Viperidi Crotalini è stato ottenuto un principio ad attività trombinica.</p>
<p><em>Azione vascolare</em></p>
<p>Alcuni veleni aumentano la permeabilità capillare, probabilmente danneggiando l’endotelio dei vasi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>IL VELENO DELLE VIPERE: COMPOSIZIONE CHIMICA</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 19:12:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rola1961</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animalia]]></category>
		<category><![CDATA[rettili]]></category>
		<category><![CDATA[tossine animali]]></category>
		<category><![CDATA[veleno]]></category>
		<category><![CDATA[Zoologia]]></category>

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		<description><![CDATA[La composizione del veleno degli ofidici è molto varia, presentano un elevato tenore in proteine (circa il 90%) con attività enzimatica, molecole organiche non proteiche e sostanze inorganiche. Molecole organiche di natura proteica e amminoacidica Nei veleni sono stati identificati almeno ventisei enzimi di cui dodici comuni a tutti i veleni ofidici, altri sono esclusivi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La composizione del veleno degli ofidici è molto varia, presentano un elevato tenore in proteine (circa il 90%) con attività enzimatica, molecole organiche non proteiche e sostanze inorganiche.</p>
<p><a href="http://www.allzoon.com/2010/02/il-veleno-delle-vipere-composizione-chimica/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p><span id="more-649"></span></p>
<p><strong>Molecole organiche di natura proteica e amminoacidica</strong></p>
<p>Nei veleni sono stati identificati almeno ventisei enzimi di cui dodici comuni a tutti i veleni ofidici, altri sono esclusivi di alcuni generi o di alcune specie.</p>
<p>In tutti i veleni ofidici ritroviamo:</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fosfolipasi" target="_blank">fosfolipasi A</a><sub><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fosfolipasi" target="_blank">2</a></sub>,<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Phosphodiesterase" target="_blank"> fosfodiesterasi</a>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Phosphomonoesterases" target="_blank">fosfomonoesterasi</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L-amminoacido_ossidasi" target="_blank">L-amminoacido-ossidasi</a>, 5’-<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Nucleotidase" target="_blank">nucleotidasi</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nucleasi" target="_blank">nucleasi </a>(ribonucleasi e deossiribonucleasi), adenosintri<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Phosphatase" target="_blank">fosfatasi</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ialuronoglucosaminidasi" target="_blank">ialuronidasi</a>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/NAD%2B_nucleosidase" target="_blank">NAD-nucleosidasi</a>, arilamidasi e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Peptidasi" target="_blank">peptidasi</a>.</p>
<p>Esclusivi dei viperidi abbiamo:</p>
<p>endopeptidasi, arginina-estere idrolasi, chininogenasi, enzima ad azione trombino simile, enzimi coinvolti nella <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Coagulazione_del_sangue" target="_blank">coagulazione del sangue</a>: attivatore del fattore X, attivatore della protrombina.</p>
<p>In generale è possibile affermare che il contenuto proteico di veleno aumenta sino alla maturità sessuale. Anche se alcune attività enzimatiche tendono a diminuire dalla nascita allo stato adulto (ess. Enzima trombino simile, fosfodiesterasi, …)</p>
<p>In diversi veleni, oltre ad essere stati isolati amminoacidi liberi, sono presenti peptidi a basso peso molecolare. In base all’azione esplicata i peptidi, sono distinti in due gruppi:</p>
<ol>
<li>Peptidi ad attività antichinasica che potenziano la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bradichinina" target="_blank">bradichinina</a>.</li>
<li>Peptidi che inibiscono la conversione di<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Angiotensin" target="_blank"> angiotensina I in angiotensina II</a></li>
</ol>
<p>In più veleni sono stati isolati amminoacidi liberi.</p>
<p><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/veleno-.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-655" title="veleno" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/veleno--150x150.jpg" alt="veleno" width="150" height="150" /></a></p>
<p><strong>Molecole organiche non proteiche</strong></p>
<p>Sono presenti colesterolo, lecitine; in alcune specie sono presenti monosaccaridi (galattoso, glucoso, mannoso e riboso).</p>
<p>Può essere presente riboflavina, sottoforma di FAD (flavin-adenin-dinucleotide) responsabile del colore giallo caratteristico di molti veleni ofidici. Sono state isolate basi azotate.</p>
<p>Altri composti che possono essere presenti sono acetilcolina, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bufotenina" target="_blank">bufotenina </a>a catecolammine 8adrenalina e noradrenalina), serotonina.</p>
<p><strong>Costituenti inorganici</strong></p>
<p>Ioni metallici e non metallici. Tra i cationi più abbondanti abbiamo Na<sup>+</sup>, K<sup>+</sup>, Ca<sup>2+</sup> e Zinco. Tra gli anioni abbiamo cloruri e fosforo in diverse forme.</p>
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		<item>
		<title>Il veleno delle vipere</title>
		<link>http://www.allzoon.com/2010/02/il-veleno-delle-vipere/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 20:21:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rola1961</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animalia]]></category>
		<category><![CDATA[Biologia]]></category>
		<category><![CDATA[tossine animali]]></category>

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		<description><![CDATA[nessuna altra tossina presente in natura sembra eguagliare per complessità biochimica e farmacologia il veleno degli ofidi. Esso viene prodotto dalla ghiandola del veleno che è una ghiandola salivare labiale modificata, il cui dotto escretore sfocia in corrispondenza del canale dei denti del veleno dove viene iniettato al momento del morso. Il veleno può venire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">nessuna altra tossina</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">presente in natura sembra eguagliare per complessità biochimica e farmacologia il veleno</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">degli ofidi. Esso viene prodotto dalla ghiandola del veleno che è una ghiandola salivare</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">labiale modificata, il cui dotto escretore sfocia in corrispondenza del canale dei denti del</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">veleno dove viene iniettato al momento del morso. Il veleno può venire iniettato</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">intramuscolo o sottocute, oppure in un vaso capillare -morso questo ultimo a più alto</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">grado di pericolosità.</div>
<p>Nessuna altra tossina presente in natura sembra eguagliare per complessità biochimica e azione  farmacologia il veleno dei serpenti.</p>
<div id="attachment_643" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://serpenti-del-ticino.over-blog.org/article-28034161.html"><img class="size-medium wp-image-643 " title="d vipera" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/d-vipera-300x257.jpg" alt="d vipera" width="300" height="257" /></a><p class="wp-caption-text">Fotografia per concessione dell&#39;autore del Blog &quot; http://serpenti-del-ticino.over-blog.org &quot;</p></div>
<p><span id="more-630"></span></p>
<p>Il veleno è utilizzato dal serpente per uccidere le prede e iniziare il processo digestivo; in altre parole il veleno è una saliva modificata prodotta  da ghiandole salivari modificate, il cui dotto escretore si apre in corrispondenza del canale dei denti del veleno . Il veleno può essere iniettato intramuscolo, sottocute, oppure in un vaso capillare;  in quest&#8217;ultimo caso abbiamo una condizione  di alta  pericolosità. La vipera è in grado di regolare la quantità di veleno da iniettare e di decidere se usare un solo dente o entrambe. La quantità di veleno inoculato dipende dalle dimensioni della preda, evitando così uno spreco inutile di veleno.</p>
<p>In generale le tossine polipeptidiche presenti nel veleno dei serpenti si differenziano in neurotossine, cardiotossine ed emotossine. Il veleno delle vipere è un mix di numerosi enzimi, in particolare sono presenti:</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li><strong>fosfolipasi:</strong><span style="font-weight: normal;">emolisi, piastrinolisi, alterazioni dell&#8217;eccitazione nervosa (danni a carico delle membrane plasmatiche)</span></li>
</ul>
<ul>
<li> <strong>proteasi: <span style="font-weight: normal;">responsabili della necrosi tissutale</span></strong></li>
</ul>
<ul>
<li> <strong>esterasi: <span style="font-weight: normal;">chinine ad azione vasodilatatrice</span></strong></li>
</ul>
<ul>
<li> <strong>enzimi di tipo trombinico e attivanti il fattore V:</strong> alterazioni della coagulazione (accelerano e nello stesso tempo inibiscono la coagulazione)</li>
</ul>
<ul>
<li><strong> citotossine:</strong> deprimono il sistema cardiocircolatorio.</li>
</ul>
<p>Difficilmente per l&#8217;uomo adulto il morso di vipera è letale, sono   a rischio i bambini al di sotto degli 8 anni (a causa della massa corporea limitata) e le persone con cardiopatie e malattie debilitanti. Per <em>Vipera berus</em> la dose letale stimata nell&#8217;uomo è di 20-25 mg. Il veleno prodotto da <em>Vipera aspis</em> è di circa 8-20 mg, la dose letale di 30-40 mg. <em>Vipera ammodytes</em> produce 10-18 mg di veleno, la dose letale stimata è di 20-25 mg.</p>
<p><a href="http://www.allzoon.com/2010/02/il-veleno-delle-vipere/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p style="text-align: center; "><span style="font-family: Verdana;"><span style="line-height: 16px; font-size: xx-small;"><strong><em><br />
</em></strong></span></span></p>
<p>Nell&#8217;uomo la sintomatologia è caratterizzata da manifestazioni locali e sistemiche.</p>
<p><strong>Manifestazioni locali localizzate in prossimità del morso</strong></p>
<ul>
<li><strong><em>dolore</em></strong></li>
<li><strong><em> edema duro progressivo</em></strong></li>
<li><strong><em> cianosi ed ecchimosi</em></strong></li>
<li><strong><em> linfangite ed adenopatia</em></strong></li>
<li><strong><em> i due forellini nel punto del morso non sempre presenti</em></strong></li>
</ul>
<p><strong>Manifestazioni sistemiche</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>aspecifici:</p>
<ul>
<li> cefalea, nausea, vomito, dolori</li>
<li>addominali, agitazione</li>
<li> depressione cardiocircolatoria (ipotensione e shock)</li>
<li> alterazioni della coagulazione</li>
</ul>
<p><strong>Le vipere presenti in Italia</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>Vipera aspis, tutto il territorio italiano</li>
</ul>
<div id="attachment_638" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/Vipera-aspi-s.jpg"><img class="size-medium wp-image-638" title="Vipera aspis" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/Vipera-aspi-s-300x188.jpg" alt="Vipera aspis" width="300" height="188" /></a><p class="wp-caption-text">Vipera aspis</p></div>
<ul>
<li> Vipera berus, arco alpino fino ad alta quota</li>
</ul>
<div id="attachment_639" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/vipera_berus_.jpg"><img class="size-medium wp-image-639" title="vipera_berus_" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/vipera_berus_-300x230.jpg" alt="Vipera berus" width="300" height="230" /></a><p class="wp-caption-text">Vipera berus</p></div>
<ul>
<li> Vipera ammodytes (vipera del corno), a
<p style="display: inline !important; ">rco alpino e prealpino</p>
<p style="display: inline !important; ">orientale</p>
</li>
</ul>
<div id="attachment_640" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/vipera_ammodytes.jpg"><img class="size-medium wp-image-640" title="vipera ammodytes" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/vipera_ammodytes-300x209.jpg" alt=" Vipera ammodytes" width="300" height="209" /></a><p class="wp-caption-text"> Vipera ammodytes</p></div>
<ul>
<li> Vipera ursinii. Monti Sibillini e Gran Sasso</li>
</ul>
<div id="attachment_641" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/ursibi.jpg"><img class="size-medium wp-image-641" title="V ursinni" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/02/ursibi-300x202.jpg" alt="Vipera ursinii" width="300" height="202" /></a><p class="wp-caption-text">Vipera ursinii</p></div>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="font-weight: normal; "><strong> </strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="display: inline !important; "><span style="font-weight: normal; "><strong> </strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>La sindrome tetrodontica</title>
		<link>http://www.allzoon.com/2009/12/la-sindrome-tetrodontica/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 18:54:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rola1961</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animalia]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; causata dall&#8217;ingestione di carni di pesci tetrodonti (es. Tetraodon reticularis). questi pesci presentano, a livello delle gonadi, fegato e muscoli) la tetrodotossina. In realtà non sono i pesci a produrre il veleno ma microrganismi che vivono in simbiosi con l&#8217;ospite che, ovviamente risulta essere immune alla tossina. Un milligrammo di tetradotossina è sufficiente ad uccidere una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; causata dall&#8217;ingestione di carni di pesci tetrodonti (es. <em>Tetraodon reticularis</em>). questi pesci presentano, a livello delle gonadi, fegato e muscoli) la <strong>tetrodotossina</strong>.</p>
<p><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2009/12/fugu.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-412" title="fugu" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2009/12/fugu-150x150.jpg" alt="fugu" width="150" height="150" /></a></p>
<p>In realtà non sono i pesci a produrre il veleno ma microrganismi che vivono in simbiosi con l&#8217;ospite che, ovviamente risulta essere immune alla tossina.</p>
<p><span id="more-408"></span></p>
<p>Un milligrammo di tetradotossina è sufficiente ad uccidere una persona. La tossicità è dovuta ad un blocco del potenziale d&#8217;azione, ostacolando il passaggio degli ioni Na, a livello delle fibre nervose con azione curaro simile e muscarino simile .</p>
<p>Le alterazioni biologiche prodotte dalla tossina sull&#8217;organismo umano si manifestano in un intervallo di tempo in genere compreso tra i 10 minuti e tre ore dall&#8217;ingestione.</p>
<p>Inizialmente si ossarva una sintomatologia gastrointestinale. Nell&#8217;intossicazione grave, si manifestano aritmie ed ipotensione, fino al sopraggiungere della morte. Fra i sintomi annoveriamo:</p>
<ul>
<li>parestesia a livello del viso ed in particolare delle labbra  (che può progredire fino a coinvolgere braccia e gambe)</li>
<li>astenia  che può progredire fino alla paralisi flaccida</li>
<li>sensazione di angoscia </li>
<li>nausea o vomito, diarrea acquosa.</li>
</ul>
<p>Il quadro clinico può assumere differenti gradi di severità sino al coma e alla morte per paralisi respiratoria. La prognosi è favorevole se la sintomatologia si risolve  nel giro di 24 ore, in caso contrario il tasso di mortalità raggiunge il 50%. La terapia è sintomatica, poichè non esiste un antidoto specifico.</p>
<p> </p>
<p>La sindrome tetrodontica è tra le più gravi intossicazioni alimentari, rappresentando nei mari del Pacifico il 60% di queste intossicazioni.</p>
<p><strong>Il Fugu</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2009/12/fugu-b.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-413   aligncenter" title="fugu b" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2009/12/fugu-b-150x150.jpg" alt="fugu b" width="150" height="150" /></a><strong> </strong></p>
<p>In Giappone è considerato una prelibatezza, malgrado sia <span>un pesce  velenoso</span>. Ffegato, muscoli e  pelle contengono tetradotossina, un veleno 1200 volte più mortale del cianuro.</p>
<p> Solo uno chef con almeno tre anni di preparazione specifica provvisto di patentino è autorizzato a cucinarlo.</p>
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		<title>Barletta, stormo di piccioni si schianta al suolo. avvelenamento?</title>
		<link>http://www.allzoon.com/2009/12/barletta-stormo-di-piccioni-si-schianta-al-suolo-avvelenamento/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 17:20:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rola1961</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Fonte: repubblica.it Barletta uno stormo di piccioni muore improvvisamente schiantandosi al suolo.Gli uccelli stroncati uno dopo l&#8217;altro, nel giro di pochi minuti, mentre erano in volo sulla area che va dal porto alla città vecchia, fino a piazza Marina.   Mancano ancora i risultati delle analisi ad opera autorità veterinarie della Asl per accertare la causa della morte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/cronaca/piccioni-barletta/piccioni-barletta/piccioni-barletta.html" target="_blank">repubblica.it</a></p>
<p>Barletta uno stormo di piccioni muore improvvisamente schiantandosi al suolo.Gli uccelli stroncati uno dopo l&#8217;altro, nel giro di pochi minuti, mentre erano in volo sulla area che va dal porto alla città vecchia, fino a piazza Marina.</p>
<p> </p>
<p><a href="http://www.riviera24.it/userdata/immagini/foto/510/2008/11/piccioni_16510.jpg"><p><a href="http://www.allzoon.com/2009/12/barletta-stormo-di-piccioni-si-schianta-al-suolo-avvelenamento/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></a></p>
<p><span id="more-400"></span></p>
<p>Mancano ancora i risultati delle analisi ad opera autorità veterinarie della Asl per accertare la causa della morte improvvisa , nel frattempo la popolazione, che si è trovata le strade piene di uccelli morti, teme la presenza di sostanze tossiche nell&#8217;aria o la presenza nel porto di qualche sostanza nociva, forse  immagazzinata nei silos, che i volatili avrebbero potuto mangiare.</p>
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		<title>I Celenterati &#8211; Cnidaria -</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 20:39:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rola1961</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Celenterati View more presentations from epinefrina.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="__ss_2460411" style="text-align: left; width: 425px;"><a style="font:14px Helvetica,Arial,Sans-serif;display:block;margin:12px 0 3px 0;text-decoration:underline;" title="Celenterati" href="http://www.slideshare.net/epinefrina/celenterati">Celenterati</a><object width="425" height="355" data="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=phylumcnidaria-091109143057-phpapp01&amp;stripped_title=celenterati" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=phylumcnidaria-091109143057-phpapp01&amp;stripped_title=celenterati" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></div>
<div style="font-family: tahoma,arial; height: 26px; font-size: 11px; padding-top: 2px;">View more <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/epinefrina">epinefrina</a>.</div>
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		<title>I Poriferi &#8211; spugne -</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 19:50:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rola1961</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animalia]]></category>
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		<description><![CDATA[Poriferi View more presentations from epinefrina.  I poriferi o spugne sono organismi filtratori  caratterizzati dalla presenza di canere camere acquifere interne tappezzate da coanociti (cellule flagellate con colletto). Le spugne somo organismo sessili, costituiti da  strati di cellule simili a tessuti, chedelimitano canali attraverso i quali circola l’acqua. L’acqua e le particelle  in sospensione sono convogliate all’interno  della spugna attraverso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="__ss_2392026" style="text-align: left; width: 425px;"><a style="font:14px Helvetica,Arial,Sans-serif;display:block;margin:12px 0 3px 0;text-decoration:underline;" title="Poriferi" href="http://www.slideshare.net/epinefrina/poriferi">Poriferi</a><object width="425" height="355" data="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=poriferi-091031143502-phpapp02&amp;stripped_title=poriferi" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=poriferi-091031143502-phpapp02&amp;stripped_title=poriferi" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></div>
<div style="font-family: tahoma,arial; height: 26px; font-size: 11px; padding-top: 2px;">View more <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/epinefrina">epinefrina</a>.</div>
<p><span id="more-299"></span></p>
<p class="Stile26"> I poriferi o spugne sono organismi filtratori  caratterizzati dalla presenza di canere camere acquifere interne tappezzate da <span style="text-decoration: underline;">coanociti</span> (<strong>cellule flagellate con colletto</strong>).<br />
Le spugne somo organismo sessili, costituiti da  strati di cellule simili a tessuti, chedelimitano canali attraverso i quali circola l’acqua. L’acqua e le particelle  in sospensione sono convogliate all’interno  della spugna attraverso numerosissimi pori presenti nella parete del corpo (<strong><span style="text-decoration: underline;">pori inalanti</span> o <span style="text-decoration: underline;">ostii</span></strong>), perazione del battitto dei flagelli sui coanociti.<br />
In seguito l’acqua circola attraverso la spugna, dove le particelle in sospensione vengono catturate dai coanociti, quindi fuoriesce attraverso aperture più grandi dette<strong> <span style="text-decoration: underline;">osculi</span></strong>.<br />
Le spugne differiscono dalla maggior parte degli invertebrati in quanto possiedono un endoscheletro costituito da spicole silicee, carbonatiche o di spongina (proteina fibrosa elastica). La loro classificazione è basata  sulla natura chimica  e la forma dello scheletro interno.</p>
<ol class="Stile26">
<li>Classe Calcarea (spugne calcaree) presentano spicole calcaree</li>
<li>Classe Hyalospongiae (spugne vitree) presentano spicole silicee:</li>
<li>Classe Sclerospongiae (spugne coralline) presentano spicole miste</li>
<li>Classe Demospongiae (spugne cornee) presentano endoscheletro di spongina.</li>
</ol>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-303" href="http://www.allzoon.com/2009/10/i-poriferi-spugne/porifer-bc/"><img class="size-medium wp-image-303 aligncenter" title="poriferi" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2009/10/porifer-bc-300x177.jpg" alt="poriferi" width="300" height="177" /></a></p>
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