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	<title>AllZoon &#187; Insetti</title>
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	<description>Grandezza e progresso morale di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali. Mahatma Gandhi</description>
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		<title>Scoliidae</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 18:54:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rola1961</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animalia]]></category>
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		<description><![CDATA[La famiglia delle Scoliidae (Scolie,dal gr. σκολιός «curvo») è cosmopolita, comprende circa 300 specie di vespoidei di grosse dimensioni. &#160; Leggi il resto dell&#8217;articolo: SCOLIE]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La famiglia delle Scoliidae (Scolie,dal gr. σκολιός «curvo») è cosmopolita, comprende circa 300 specie di vespoidei di grosse dimensioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2011/06/0006.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1209" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2011/06/0006-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p><span id="more-1219"></span><strong>Leggi il resto dell&#8217;articolo: <a title="Scoliidae" href="http://www.allzoon.com/entomologia/scoliidae/" target="_blank">SCOLIE</a></strong></p>
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		<title>Le api africanizzate: killer bees</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Dec 2010 18:15:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rola1961</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Animalia]]></category>
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		<category><![CDATA[veleno]]></category>
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		<description><![CDATA[Le api africanizzate, conosciute anche come api assassine, sono degli ibridi delle api africane con varie api europee. Discendono da 26 api regine della Tanzania rilasciate accidentalmente nel 1957 nel Sud del Brasile dagli alveari gestiti dal biologo Warwick E. Kerr, che aveva incrociato api europee e api dal Sud Africa. Infatti&#8230; tutto ebbe origine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le api africanizzate, conosciute anche come api assassine, sono degli ibridi delle api africane con varie api europee. Discendono da 26 api regine della Tanzania rilasciate accidentalmente nel 1957 nel Sud del Brasile dagli alveari gestiti dal biologo <a href="http://www.worldlingo.com/ma/enwiki/it/Warwick_Estevam_Kerr" target="_blank">Warwick E. Kerr</a>, che aveva incrociato api europee e api dal Sud Africa.</p>
<p><a href="http://www.allzoon.com/2010/12/le-api-africanizzate-killer-bees/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Infatti&#8230;</p>
<p><span id="more-1006"></span></p>
<p>tutto ebbe origine da un tentativo fatto nel 1956 quando il governo brasiliano autorizzò l&#8217;importazione di api regine della specie <em><span style="text-decoration: underline;">Apis mellifera scutellata</span></em>, originarie delle zone a savana del sud-est dell&#8217;Africa. Lo scopo era di ottenere, attraverso l&#8217;incrocio, ibridi  che accomunassero le qualità positive delle razze europee a quelle della razza africana. La fuga accidentale di 26 sciami di api africane determinò invece la nascita nella selva brasiliana di una popolazione di api selvatiche ibride dove prevalevano le caratteristiche negative delle due popolazioni.</p>
<p>L&#8217;ape africanizzata possiede un veleno con caratteristiche tossicologiche identiche a quelle delle api europee e ne immette la stessa quantità. Ciò che fa la differenza è il numero di punture che una famiglia è in grado di provocare. il numero delle guardiane nelle africanizzate è infatti cinque volte maggiore che nelle api europee e in caso di attacco circa la metà della popolazione dell&#8217;alveare si riversa all&#8217;esterno contro il potenziale. Studi compiuti da ricercatori statunitensi hanno dimostrato una risposta all&#8217;emissione del feromone di allarme da parte di queste famiglie di soli 0,3 secondi dal rilascio, contro la media di 9 secondi registrata per le api europee. Inoltre le africanizzate, una volta disturbate, continuano a inseguire l&#8217;aggressore fino a un chilometro di distanza e rimangono in stato di allerta per un lungo periodo (anche alcuni giorni), aggredendo chiunque si avvicina all&#8217;alveare.</p>
<p>Questi ibridi si sono meritati il soprannome di <em><span style="text-decoration: underline;">killer bees</span></em> per la loro aggressività verso gli alveari di api europee che venivano aggrediti e soppressi con estrema facilità. Anche gli animali domestici e gli uomini hanno dovuto pagare un alto prezzo per questa mal riuscita operazione di miglioramento genetico. Perfettamente adattate al clima caldo del Brasile, le api africanizzate, in poco più di 40 anni, si sono infatti diffuse in tutto il sud e centro America espandendosi  nel sud degli Stati Uniti.</p>
<p>A titolo di cronaca, in Messico, dal settembre 1986 al settembre 1991 sono stati segnalati almeno 1.000 attacchi a persone che hanno causato 58 decessi. In totale, nel solo Sud America, le vittime stimate dovrebbero aggirarsi su alcune centinaia.</p>
<p>Per ulteriori informazioni sull&#8217;argomento  , leggere l&#8217;articolo completo su <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Africanized%20bee" target="_blank">Wikipedia.org</a></p>
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		<title>Musca domestica</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Oct 2010 12:04:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rola1961</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Animalia]]></category>
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		<category><![CDATA[Insetti]]></category>
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		<description><![CDATA[Mosca domestica (Musca domestica Linnaeus, 1758)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.animalieanimali.it/enciclopedia/mosca.pdf" target="_blank">Mosca domestica </a>(<em>Musca domestica</em> <span style="font-variant: small-caps;"><a style="text-decoration: none; color: #0645ad; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;" title="Carl von Linné" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carl_von_Linn%C3%A9">Linnaeus</a></span>, <a style="text-decoration: none; color: #0645ad; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;" title="1758" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1758">1758</a>)</p>
<p><a href="http://www.allzoon.com/2010/10/musca-domestica/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
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		<title>Curculionidi</title>
		<link>http://www.allzoon.com/2010/06/curculionidi/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 11:35:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rola1961</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animalia]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
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		<description><![CDATA[La famiglia dei curculionidi, è la più vasta dei coleotteri, e in assoluto è la famiglia più numerosa dell&#8217;intero regno animale (conosciuto). Comprende circa 40.000 di cui 2000 in Italia. Le dimensioni medie sono inferiori ai 5-6mm. In genere la proboscide (rostro) è  ben evidente, in alcuni esemplari è molto corta. Le antenne   ripiegate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La famiglia dei <strong>curculionidi</strong>, è la più vasta dei coleotteri, e in assoluto è la famiglia più numerosa dell&#8217;intero regno animale (conosciuto). Comprende circa 40.000 di cui 2000 in Italia.</p>
<p><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/06/DSCN1600.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-908" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/06/DSCN1600-237x300.jpg" alt="" width="237" height="300" /></a></p>
<p><span id="more-906"></span></p>
<p>Le dimensioni medie sono inferiori ai 5-6mm.</p>
<p><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/06/DSCN1601.JPG"><img class="aligncenter size-medium wp-image-909" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/06/DSCN1601-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p>In genere la proboscide (rostro) è  ben evidente, in alcuni esemplari è molto corta. Le antenne   ripiegate a gomito  sporgono dalla proboscide. Hanno elitre molto robuste, poco appariscenti. I colori sono estremamente variabili (verde, marrone ,bruno, nocciola&#8230;) secondo la specie.</p>
<p><a href="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/06/DSCN1602.JPG"><img class="aligncenter size-medium wp-image-910" title="DSCN1602" src="http://www.allzoon.com/wp-content/uploads/2010/06/DSCN1602-300x261.jpg" alt="DSCN1602" width="300" height="261" /></a></p>
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		<title>Mantis religiosa</title>
		<link>http://www.allzoon.com/2009/12/mantis-religiosa/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 19:17:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rola1961</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animalia]]></category>
		<category><![CDATA[Insetti]]></category>
		<category><![CDATA[Linneo]]></category>
		<category><![CDATA[rispetto per la natura]]></category>
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		<description><![CDATA[Aspetto Questo insetto è facilmente riconoscibile per la forma delle zampe anteriori, allungate e perfettamente adattate  per catturare le prede. Il colore  della livrea è verde brillante. Il capo, inclinato all’indietro, presenta  antenne di lunghezza modesta,  occhi composti,  occhi semplici mandibole robuste. La mantide religiosa deve il suo nome alla posizione che assume l’insetto mentre attende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Aspetto</strong></p>
<p><a href="http://digilander.libero.it/AlienDrawer/blogimages/large/mantide.jpg"><img class="alignnone" title="mantide" src="http://digilander.libero.it/AlienDrawer/blogimages/large/mantide.jpg" alt="" width="214" height="233" /></a></p>
<p>Questo insetto è facilmente riconoscibile per la forma delle zampe anteriori, allungate e perfettamente adattate  per catturare le prede. Il colore  della livrea è verde brillante. Il capo, inclinato all’indietro, presenta  antenne di lunghezza modesta,  occhi composti,  occhi semplici mandibole robuste.</p>
<p>La mantide religiosa deve il suo nome alla posizione che assume l’insetto mentre attende la preda con le zampe tese in avanti.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://relojyarena.files.wordpress.com/2007/08/mantide_religiosa.jpg"><img class="aligncenter" title="capo" src="http://relojyarena.files.wordpress.com/2007/08/mantide_religiosa.jpg" alt="" width="233" height="355" /></a><br />
Misura 40-75 mm e la femmina è più voluminosa del maschio.</p>
<p><span id="more-464"></span></p>
<p><strong>Biologia</strong></p>
<p>Gli adulti si possono osservare in ambienti soleggiati, ricchi di arbusti e di erbe. La mantide è generalmente  sedentaria, attiva durante il giorno:  rimane immobile in attesa che la potenziale preda giunga alla giusta distanza e,con un balzo fulmineo, cattura mosche, vespe, cavallette, api,piccole lucertole. <br />
Il corteggiamento da parte del maschio, più piccolo, è caratterizzato da notevole cautela e l’avvicinamento alla partner avviene solitamente di notte. Questo  comportamento è essenzialeper evitare che la femmina si cibi del maschio  prima dell’accoppiamento.</p>
<p style="text-align: center;"> <p><a href="http://www.allzoon.com/2009/12/mantis-religiosa/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p> La mantide religiosa è, infatti, cannibale e la copula (accoppiamento) termina con la morte del maschio. La femmina<br />
divora il partner durante la copula - Con questo atto la femmina acquisisce una quantità di nutrienti tale da produrre l&#8217;energia necessaria per la formazione e deposizione delle ooteche.<br />
Difatti, la mantide depone le uova in una struttura particolare, detta ooteca, lunga circa 4 cm, costituita da una sostanza spugnosa e leggera che protegge le uova dalle intemperie e dai predatori. Le uova in questo modo superano l’inverno e schiudono. Gli adulti  invece non sopravvivono alla stagione fredda.</p>
<p><strong>Distibuzione geografica</strong></p>
<p>Vive nelle regioni calde dall’Europa meridionale  sino alla Polonia, Asia e Africa. E’ stata immessa in America Settentrionale e in Australia.</p>
<table style="TEXT-ALIGN: center; BORDER-COLLAPSE: collapse" border="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr style="BACKGROUND: pink">
<td><strong>Classificazione scientifica</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>
<table style="TEXT-ALIGN: left; MARGIN: 0px auto; BACKGROUND: white" border="0" cellpadding="2">
<tbody>
<tr valign="top">
<td><strong>Regno</strong><strong>:</strong></td>
<td>Animalia</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td><strong>Sottoregno:</strong></td>
<td>Eumetazoa</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td><strong>Ramo</strong><strong>:</strong></td>
<td>Bilateria</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td><strong>Phylum</strong><strong>:</strong></td>
<td>Arthropoda</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td><strong>Subphylum</strong><strong>:</strong></td>
<td>Tracheata</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td><strong>Superclasse</strong><strong>:</strong></td>
<td>Hexapoda</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td><strong>Classe</strong><strong>:</strong></td>
<td>Insecta</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td><strong>Sottoclasse</strong><strong>:</strong></td>
<td>Pterygota</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td><strong>Coorte</strong><strong>:</strong></td>
<td>Exopterygota</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td><strong>Subcoorte</strong><strong>:</strong></td>
<td><strong>Neoptera</strong></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td><strong>Superordine</strong><strong>:</strong></td>
<td>Polyneoptera</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td><strong>Sezione</strong><strong>:</strong></td>
<td>Blattoidea</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td><strong>Ordine</strong><strong>:</strong></td>
<td>Mantodea</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td><strong>Famiglia</strong><strong>:</strong></td>
<td>Mantidae</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td><a title="Sottofamiglia" href="/wiki/Sottofamiglia"><strong>Sottofamiglia</strong></a><strong>:</strong></td>
<td><a title="Mantinae" href="/wiki/Mantinae"><strong>Mantinae</strong></a></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td><strong>Tribù</strong><strong>:</strong></td>
<td>Mantini</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td><strong>Genere</strong><strong>:</strong></td>
<td><em><a title="Mantis (zoologia)" href="/wiki/Mantis_(zoologia)"><strong>Mantis</strong></a></em></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td><strong>Specie</strong><strong>:</strong></td>
<td><em><strong>M. religiosa</strong></em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
<tr style="BACKGROUND: pink">
<td><strong>Nomenclatura binomia</strong></td>
</tr>
<tr>
<td><em><strong>Mantis religiosa</strong></em><strong>Linneo, 1758</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p> </p>
<p><strong>Altri mantoidei</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.nature-pictures.org/it/foto/26/1800/">http://www.nature-pictures.org/it/foto/26/1800/</a></strong></p>
]]></content:encoded>
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