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Le api africanizzate, conosciute anche come api assassine, sono degli ibridi delle api africane con varie api europee. Discendono da 26 api regine della Tanzania rilasciate accidentalmente nel 1957 nel Sud del Brasile dagli alveari gestiti dal biologo Warwick E. Kerr, che aveva incrociato api europee e api dal Sud Africa.

Infatti…

tutto ebbe origine da un tentativo fatto nel 1956 quando il governo brasiliano autorizzò l’importazione di api regine della specie Apis mellifera scutellata, originarie delle zone a savana del sud-est dell’Africa. Lo scopo era di ottenere, attraverso l’incrocio, ibridi  che accomunassero le qualità positive delle razze europee a quelle della razza africana. La fuga accidentale di 26 sciami di api africane determinò invece la nascita nella selva brasiliana di una popolazione di api selvatiche ibride dove prevalevano le caratteristiche negative delle due popolazioni.

L’ape africanizzata possiede un veleno con caratteristiche tossicologiche identiche a quelle delle api europee e ne immette la stessa quantità. Ciò che fa la differenza è il numero di punture che una famiglia è in grado di provocare. il numero delle guardiane nelle africanizzate è infatti cinque volte maggiore che nelle api europee e in caso di attacco circa la metà della popolazione dell’alveare si riversa all’esterno contro il potenziale. Studi compiuti da ricercatori statunitensi hanno dimostrato una risposta all’emissione del feromone di allarme da parte di queste famiglie di soli 0,3 secondi dal rilascio, contro la media di 9 secondi registrata per le api europee. Inoltre le africanizzate, una volta disturbate, continuano a inseguire l’aggressore fino a un chilometro di distanza e rimangono in stato di allerta per un lungo periodo (anche alcuni giorni), aggredendo chiunque si avvicina all’alveare.

Questi ibridi si sono meritati il soprannome di killer bees per la loro aggressività verso gli alveari di api europee che venivano aggrediti e soppressi con estrema facilità. Anche gli animali domestici e gli uomini hanno dovuto pagare un alto prezzo per questa mal riuscita operazione di miglioramento genetico. Perfettamente adattate al clima caldo del Brasile, le api africanizzate, in poco più di 40 anni, si sono infatti diffuse in tutto il sud e centro America espandendosi  nel sud degli Stati Uniti.

A titolo di cronaca, in Messico, dal settembre 1986 al settembre 1991 sono stati segnalati almeno 1.000 attacchi a persone che hanno causato 58 decessi. In totale, nel solo Sud America, le vittime stimate dovrebbero aggirarsi su alcune centinaia.

Per ulteriori informazioni sull’argomento  , leggere l’articolo completo su Wikipedia.org

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