Centauro
Il centauro, combinazione di uomo e di cavallo, con tronco umano e corpo da cavallo, secondo la mitologia greca vengono situati sui monti della Tessaglia. Discendenti di Centauro, nato dall’unione di Issone e delle giumente dei pascoli della Magnesia. Alcuni centauri erano autori di imprese malvagie e brutali, mentre altri, come Chirone, erano saggi e benevoli, vivevano nei boschi, conoscevano le piante e le stelle ed erano considerati fedeli amici degli uomini e degli dei.
Nonostante al centauro furono attribuite nel mondo antico qualità positive messe al servizio dell’intelligenza umana, fu travolto da un capovolgimento di valori simbolici individuati nell’orgoglio richiamato della testa umana, dalla lussuria richiamata dal busto, dalla cupidigia richiamata dalle mani.
Seduzione, voluttà, lussuria, omosessualità sono per la coscienza collettiva del Medioevo i peccati più gravi di cui è gravida la centaura o il centauro e per i quali le facoltà dell’intelletto sono annientate dalla bestialità.
Per gli antichi greci, il centauro godette di un privilegio che non fu esclusivo dell’aquila: quello di psicagogo (dal gr. ψυχαγωγός, comp. di ψυχή «anima» e ἄγω «condurre, guidare»), cioè di conduttore di anime verso plaghe celesti divine e felici. Per questo, con l’avvento del Cristianesimo, il centauro pretese un posto di tutto rispetto nella fauna emblematica che si richiamava a Cristo salvatore.












