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Pesca, esplode la protesta nel Lazio

«Sarà il collasso di tutto il settore»

ROMA – Sulle coste del Lazio esplode la rivolta contro l’ordinanza dell’Unione Europea che vieta la pesca dei molluschi entro 600 metri da riva. In concomitanza con l’entrata in vigore del provvedimento, martedì 1° giugno, i porti di Formia, Gaeta e Minturno si sono trasformati in barricaderi presidi di protesta. Gozzi in corteo per le darsene, con i sindaci delle località costiere che hanno dato manforte ai pescatori delusi per il mancato arrivo della deroga che potrebbe salvare la loro attività. Secondo il primo cittadino di Formia Antonio Raimondi, «la nuova normativa porterà al collasso il settore ittico. La presidente della Regione Polverini deve assolutamente farsi sentire presso la Ue assieme al ministero delle Politiche agricole».

http://www.youtube.com/watch?v=qKh7RMUzRRc

paranza

Protesta dei pescatori contro il “decreto Europeo”

Più di 200 pescherecci fermi lungo Canale della Giudecca e un migliaio di persone oggi hanno manifestato contro il regolamento europeo per la pesca mediterranea che vieta la pesca a strascico entro le tre miglia dalla costa e impone l’utilizzo di una rete a maglia più larga. 
“Il problema sociale è diventato insostenibile con 200 pescherecci fermi e più di 800 famiglie coinvolte”. E’ un grido dall’allarme quello lanciato oggi alle istituzioni dal sindaco di Chioggia, Romano Tiozzo, date le conseguenze del nuovo regolamento europeo che vieta la pesca a strascico entro le 3 miglia dalla costa, nonché l’utilizzo di reti a maglia inferiore a quella regolamentare (40 mm quadrata o 50 mm a losanga). Tiozzo, assieme ai sindaci delle altre due principali cittadine peschereccie del Veneto, Caole e Porto Tolle, ha preso parte oggi a Venezia alla riunione a Palazzo Balbi con l’assessore regionale alla pesca Franco Manzato, e i rappresentanti della cooperative dei pescatori. Un incontro dal quale è uscita la proposta di puntare per la pesca a strascico ad un nuovo piano di gestione, coerente con le direttive europee, che tenga conto delle specificità del mare Adriatico. “L’assessore Manzato – ha detto Tiozzo – ci ha assicurato un provvedimento immediato per consentire una sperimentazione nelle nostre coste. I risultati di tale intervento consentiranno di produrre a Bruxelles in tempi brevi un piano di gestione coerente con le direttive europee, che tenga tuttavia conto delle specificità della nostra pesca”. Sentiamo al nostro microfono, Enzo Fornarno di FedercoPesca, due pescatori di Chioggia e il Sindaco di Chioggia Romano Tiozzo.

La trovata della UE è stata geniale: la direttiva è valida solo per per glia stati europei; i pescherecci degli altri paesi del bacino del mediterraneo e quelli extraeuropei (Giappone, Corea …) potranno continuare a pescare senza alcun problema.

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