La biocomunicazione consiste nella trasmissione di segnali da un emittente ad un ricevente. In questo modo il comportamento di uno, o di entrambi, muta a proprio (loro) vantaggio. E’ possibile affermare che biocomunicazione significa cooperazione e si manifesta sottoforma di dialogo.
Quali sono gli elementi della biocomunicazione?
- Il segnale (messaggio).
- La trasmissione del segnale.
- Il riconoscimento del segnale.
- La risposta al segnale.
La comunicazione tra gli animali ha differenti finalità: consente il riconoscimento tra individui della stessa specie (genitori e figli, partner); consente agli individui di una comunità di riconoscerne i componenti, stabilire delle gerarchie, permette il corteggiamento ai fini riproduttivi; interviene sia nella difesa da parte dei predatori sia nella predazione.
I segnali possono essere di natura chimica, visiva, uditiva e tattile. Per ogni tipo di segnale esistono specifici recettori (organi sensoriali) in grado di recepire gli stimoli.
La comunicazione chimica è la più antica e si fonda sull’emissione di sostanze chimiche.
Le forme più primitive di comunicazione tra organismi viventi si osservano nei procarioti, .Di recente è stata messa in luce l’attività comunicativa , attraverso lo scambio di segnali chimici , nei batteri. Questi ultimi comunicano fra di loro attraverso molecole simili a feromoni . In conseguenza di questi scambi biochimici i batteri sono in grado di “memorizzare” i cambiamenti rilevati ) nell’ambiente circostante, possono allearsi ad altri batteri della loro specie per aumentare il loro impatto biologico o per combattere organismi ostili o diventare più resistenti ai farmaci.
I feromoni sono molecole liberate nell’ambiente dall’animale in piccole quantità. A causa della loro estrema volatilità si diffondono rapidamente nell’ambiente e possono essere percepiti a grandi distanze dalla sorgente di emissione. Esistono feromoni sessuali per richiamare il partner. altri feromoni sono utilizzati per marcare il territorio, riconoscere i membri del gruppo e segnalare eventuali pericoli.
La comunicazione attraverso messaggi biochimici è anche alla base del funzionamento neurofisiologico del sistema nervoso. I neuroni entrando in contatto tra loro per mezzo delle sinapsi sono in grado di scambiarsi informazioni grazie alla liberazione di neurotrasmettitori.
La comunicazione uditiva . Il canale acustico è comune a Homo sapiens come pure a moltissime specie, dai primati ai delfini, dai rettili ( si pensi al serpente a sonagli ) agli uccelli in generale e ai pipistrelli , che utilizzano una sorta di sonar naturale per orientarsi nel loro volo.
La comunicazione visiva si manifesta attraverso movimenti del corpo, colorazioni vivaci e nelle specie considerate più evolute attraverso le espressioni facciali. E’ utilizzata dalla nostra specie per un gran numero di codici , da quello gestuale a quello prossemico , dalla segnalazione in mare (bandiere o lampeggiamenti ) alla scrittura e alla maggior parte dei mass media.
La comunicazione tattile è importante in molti mammiferi; basti pensare al comportamento di coppia e nei rapporti madre/figli, dove il contatto fisico è alla base di profonde e complesse interazioni. Nei primati (non solo) è possibile osservare una particolare forma di comportamento,il grooming , grazie al quale un animale provvede a ripulire un suo simile dagli ectoparassiti. Questa pratica riveste notevole importanza nel rafforzare i rapporti tra i membri di un gruppo e nelle unioni tra animali di sesso diverso o nella risoluzione di controversie.
ASETRA, Associazione di Studi Etologici a Tutela della Relazione con gli Animali
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