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La biocomunicazione consiste nella trasmissione di segnali da un emittente ad un ricevente. In questo modo il comportamento di uno, o di entrambi, muta a proprio (loro) vantaggio. E’ possibile affermare che biocomunicazione significa cooperazione e si manifesta sottoforma di dialogo.

Quali sono gli elementi della biocomunicazione?

  1. Il segnale (messaggio).
  2. La trasmissione del segnale.
  3. Il riconoscimento del segnale.
  4. La risposta al segnale.

La comunicazione tra gli animali ha differenti finalità: consente il riconoscimento tra individui della stessa specie (genitori e figli, partner); consente agli individui di una comunità di riconoscerne i componenti, stabilire delle gerarchie, permette il corteggiamento ai fini riproduttivi; interviene sia nella difesa da parte dei predatori sia nella predazione.

I segnali possono essere di natura chimica, visiva, uditiva e tattile. Per ogni tipo di segnale esistono specifici recettori (organi sensoriali) in grado di recepire gli stimoli.

La comunicazione chimica è la più antica  e si fonda sull’emissione di sostanze chimiche.

Le forme più primitive di comunicazione interorganica nella biosfera si osservano nei procarioti, esseri per lo
più unicellulari, privi di nucleo, comunemente noti come batteri. Solo di recente gli studiosi hanno messo in
luce l’attività comunicativa , attraverso lo scambio (il linguaggio) biochimico , dei batteri. Questi ultimi
comunicano fra di loro attraverso molecole simili a feromoni . In conseguenza di questi scambi biochimici i
batteri conservano nel loro codice ( langue ) la memoria dei cambiamenti rilevati (letti) nell’ambiente
circostante ( parole ), possono allearsi ad altri batteri della loro specie per aumentare il loro impatto biologico o
per combattere organismi ostili o diventare molto più resistenti alle armi farmacologiche usate dall’uomo.
L’origine della vita appare connessa alla capacità di stabilire reti di comunicazione, aggregazione e mutuo
soccorso tra organismi ( fig.1)
Fig. 1

Le forme più primitive di comunicazione tra organismi viventi si osservano nei procarioti, .Di  recente è stata messa in luce l’’attività comunicativa , attraverso lo scambio di segnali chimici , nei batteri. Questi ultimi comunicano fra di loro attraverso molecole simili a feromoni . In conseguenza di questi scambi biochimici i batteri sono in grado di “memorizzare” i cambiamenti rilevati ) nell’’ambiente circostante, possono allearsi ad altri batteri della loro specie per aumentare il loro impatto biologico o per combattere organismi ostili o diventare più resistenti ai farmaci.

I feromoni sono molecole liberate nell’ambiente dall’animale in piccole quantità. A causa della loro estrema volatilità si diffondono rapidamente nell’ambiente e possono essere percepiti a grandi distanze dalla sorgente di emissione. Esistono feromoni sessuali per richiamare il partner. altri feromoni sono utilizzati per marcare il territorio, riconoscere i membri del gruppo e segnalare eventuali pericoli.

La comunicazione attraverso messaggi biochimici è anche alla base del funzionamento neurofisiologico del sistema nervoso. I neuroni  entrando in contatto tra loro per mezzo delle sinapsi sono in grado di scambiarsi informazioni grazie alla liberazione di neurotrasmettitori.

La comunicazione uditiva . Il canale acustico è comune a Homo sapiens come pure a moltissime specie, dai primati ai delfini, dai rettili ( si pensi al serpente a sonagli ) agli uccelli in generale e ai pipistrelli , che utilizzano una sorta di sonar naturale per orientarsi nel loro volo.

Immagine anteprima YouTube


La comunicazione visiva si manifesta attraverso  movimenti del corpo,  colorazioni vivaci e nelle specie considerate più evolute attraverso le espressioni facciali. E’ utilizzata dalla nostra specie per un gran numero di codici , da quello gestuale a quello prossemico , dalla segnalazione in mare (bandiere o lampeggiamenti ) alla scrittura e alla maggior parte dei mass –media.

mimica

La comunicazione tattile è importante in molti mammiferi; basti pensare al comportamento di coppia e nei rapporti madre/figli, dove il contatto fisico è alla base di profonde e complesse interazioni. Nei primati (non solo) è possibile osservare una particolare forma di comportamento,il grooming , grazie al quale un animale provvede a ripulire un suo simile dagli ectoparassiti. Questa pratica riveste notevole importanza nel rafforzare i rapporti tra i membri di un gruppo e nelle unioni tra animali di sesso diverso o nella risoluzione di controversie.

ASETRA, Associazione di Studi Etologici a Tutela della Relazione con gli Animali



Fig. 1

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