Nessuna altra tossina presente in natura sembra eguagliare per complessità biochimica e azione farmacologia il veleno dei serpenti.
Il veleno è utilizzato dal serpente per uccidere le prede e iniziare il processo digestivo; in altre parole il veleno è una saliva modificata prodotta da ghiandole salivari modificate, il cui dotto escretore si apre in corrispondenza del canale dei denti del veleno . Il veleno può essere iniettato intramuscolo, sottocute, oppure in un vaso capillare; in quest’ultimo caso abbiamo una condizione di alta pericolosità. La vipera è in grado di regolare la quantità di veleno da iniettare e di decidere se usare un solo dente o entrambe. La quantità di veleno inoculato dipende dalle dimensioni della preda, evitando così uno spreco inutile di veleno.
In generale le tossine polipeptidiche presenti nel veleno dei serpenti si differenziano in neurotossine, cardiotossine ed emotossine. Il veleno delle vipere è un mix di numerosi enzimi, in particolare sono presenti:
- fosfolipasi:emolisi, piastrinolisi, alterazioni dell’eccitazione nervosa (danni a carico delle membrane plasmatiche)
- proteasi: responsabili della necrosi tissutale
- esterasi: chinine ad azione vasodilatatrice
- enzimi di tipo trombinico e attivanti il fattore V: alterazioni della coagulazione (accelerano e nello stesso tempo inibiscono la coagulazione)
- citotossine: deprimono il sistema cardiocircolatorio.
Difficilmente per l’uomo adulto il morso di vipera è letale, sono a rischio i bambini al di sotto degli 8 anni (a causa della massa corporea limitata) e le persone con cardiopatie e malattie debilitanti. Per Vipera berus la dose letale stimata nell’uomo è di 20-25 mg. Il veleno prodotto da Vipera aspis è di circa 8-20 mg, la dose letale di 30-40 mg. Vipera ammodytes produce 10-18 mg di veleno, la dose letale stimata è di 20-25 mg.
Nell’uomo la sintomatologia è caratterizzata da manifestazioni locali e sistemiche.
Manifestazioni locali localizzate in prossimità del morso
- dolore
- edema duro progressivo
- cianosi ed ecchimosi
- linfangite ed adenopatia
- i due forellini nel punto del morso non sempre presenti
Manifestazioni sistemiche
aspecifici:
- cefalea, nausea, vomito, dolori
- addominali, agitazione
- depressione cardiocircolatoria (ipotensione e shock)
- alterazioni della coagulazione
Le vipere presenti in Italia
- Vipera aspis, tutto il territorio italiano
- Vipera berus, arco alpino fino ad alta quota
- Vipera ammodytes (vipera del corno), a
rco alpino e prealpino
orientale
- Vipera ursinii. Monti Sibillini e Gran Sasso
















