L’inquinamento è un’alterazione dell’ambiente, di origine umana o naturale, capace di produrre disagi o danni permanenti per la vita di una zona e che non è in equilibrio con i cicli naturali esistenti.
In questo articolo e nei successivi saranno trattati i fattori antropici responsabili dell’inquinamento marino.

Introduzione
L’inquinamento marino è differente da quello delle acque dolci (laghi, fiumi), in quanto il mare ha la capacità di diluire gl’inquinanti che vi affluiscono, inoltre raccoglie e immagazzina tutto ciò che arriva dai corsi d’acqua. Per quest’ultima ragione una volta contaminato è difficile da risanare.
Le cause d’inquinamento sono molteplici: può essere dovuto alle immissioni accidentali o intenzionali di petrolio o dei suoi derivati, all’apporto di sostanze inquinanti trasportate dai fiumi e agli scarichi degl’insediamenti costieri. Una volta in mare gl’inquinanti tramite le correnti marine sono trasportati lungo le coste e in alto mare.

L’inquinamento dell’acqua marina è dovuto a tre cause principali:
1. Scarichi fognari diretti (assenza di depuratori).
2. Scarichi di rifiuti urbani, industriali e agricoli.
3. Scarichi di oli combustibili provenienti da raffinerie o dal lavaggio di navi petroliere, perdite accidentali di idrocarburi.
Gli uomini hanno sempre utilizzato il mare come una grande scarico naturale, ma fino ad un centinaio di anni fa ciò non ha nel complesso provocato particolari problemi agli ecosistemi. I fiumi, con i materiali strappati alle rocce, introducevano in mare le acque residuali urbane contenenti sostanze organiche e batteri. Le sostanze organiche, poco abbondanti, giunte in mare venivano immediatamente utilizzate come nutrimento dal plancton. I batteri, da una parte venivano diluiti e dall’altra non sopravvivevano per la salinità e la temperatura.
I rifiuti industriali erano per lo più costituiti da sostanze biodegradabili e da pochi elementi metallici.
Per queste ragioni la capacità depurativa del mare superava la capacità inquinante delle sostanze immesse. Attualmente la situazione è radicalmente mutata: l’ultimo secolo è stato caratterizzato da un’esplosione demografica contraddistinta dalla concentrazione della popolazione negl’insediamenti urbani; come conseguenza gli scarichi organici prodotti dall’uomo hanno subito un aumento significativo. Le industrie si sono moltiplicate e nell’elenco dei loro rifiuti sono entrate sostanze chimiche, anche tossiche, non biodegradabili (scarti della lavorazione di materie plastiche, tensioattivi, insetticidi e pesticidi). Ai metalli tradizionali se ne sono aggiunti altri spesso molto tossici come Hg, Cd, Ni, Cr e As. L’agricoltura ha dato il proprio contributo immettendo nelle acque dolci fosfati e nitrati, pesticidi e diserbanti.
Nel prossimo articolo saranno presi in considerazione gli scarichi urbani come causa di inquinamento.











