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GLI UCCELLI, NOSTRI CUGINI

“Altro pensiero quando volo è il sentimento, cioè lo spazio che ti dà il volo. Penso che l’uomo ha sempre cercato di volare, non solo per imitare i suoi cugini uccelli, ma anche per vivere la dimensione della libertà. Se volessi dare un simbolo alla libertà direi che il volo è quello che la rappresenta di più.

Angelo D’Arrigo

L’amore per la natura , per gli animali e per la vita è stato il motore che ha sempre guidato Angelo nei cieli di tutto il mondo, a bordo del suo deltaplano a motore o senza, ha compiuto imprese incredibili, ogni sua partenza per nuove frontiere aveva scopi scientifici, ecologici e anche umanitari, niente a che vedere con esibizionismi inutili. Dopo essere diventato campione mondiale di volo si è dedicato al suo grande sogno: sperimentare fino in fondo le possibilità del volo umano. Ma le imprese di cui preferiamo parlare sono le ricerche effettuate in campo etologico e naturalistico.


2001

Attraversa il Sahara e il Mediteraneo per seguire le rotte dei falchi migratori fino all’Europa settentrionale.

2002

Con il Russian Research Institute for Nature di Mosca ha realizzato l’incredibile progetto di accompagnare un gruppo di gru siberiane in via di estinzione a bordo di un deltaplano per ben 5.300 chilometri. La missione è stata preparata per anni, i volatili sono nati in cattività e Angelo si è occupato dell’imprinting, ha cioè fatto da padre ai piccoli di gru, insegnando loro a volare, guidandoli pian piano sempre più in alto e più lontani. I filmati leggendari delle sue missioni sono stati spesso mandati in onda nel programma Quark di Piero Angela, ed era veramente commovente e poetico assistere a questo “miracolo”, un uomo alla guida di uno stormo di elegantissime gru che volavano orgogliose vicino ad un Angelo.

2004

dopo due anni di preparazione supera l’Everest e accompagna un’aquila nepalese, sempre nata in cattività, tentando di contribuire alla ripopolazione di questa specie animale.

2005

In volo libero sull’Aconcagua (6962 m. d’altezza ) nella cordigliera delle Ande in Argentina,l’incredibile impresa viene realizzata con un deltaplano che riproduce il sistema di volo del condor, ( la cui apertura alare può arrivare ai 3 metri di lunghezza!) capace di salire fino a 10.000 metri d’altezza. Anche in questo caso D’Arrigo collabora all’educazione di due piccoli di condor, nati a casa sua,in Sicilia, seguendoli dall’incubatrice al primo volo , sempre a bordo del suo deltaplano. Purtroppo l’impresa dell’inserimento di due animali ( Maya ed Inca,questi i loro nomi) non è stata portata a termine da Angelo che muore in un tragico incidente aereo nel marzo del 2006, ma è arrivata alla sua conclusione grazie all’impegno della moglie Laura Mancuso e dai tanti suoi amici che sono riusciti a restituire la libertà ai due rapaci.
Dopo la sua morte, è stata creata la Fondazione Angelo DArrigo che ha permesso anche la realizzazione di un centro di accoglienza per bambini in difficoltà in Perù .

Tiziana Attili

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